LA CIVITA LO INCALZA MA IL VOTO DEI SULMONESI LO CONFORTA
19 FEBBRAIO 2015 – Il capogruppo di Forza Italia, arch. Luigi La Civita, invoca le dimissioni del sindaco sulla soppressione del “punto nascite” all’ospedale:
“Il Presidente Luciano D’Alfonso – osserva La Civita – sta facendo il contrario di quello che aveva promesso in campagna elettorale; sta sconfessando anche gli amministratori di sinistra che si sono candidati nelle sue liste e che lo hanno sostenuto, mortificando un territorio che lui stesso in campagna elettorale ha detto di amare.
Ci sembra di rivedere le stesse scene vissute qualche mese fa per la guardia medica di Campo di Giove, dove, nonostante le numerose visite e rassicurazioni del Presidente D’Alfonso e della sua giunta e i calorosi baci e abbracci con la nonnina, il servizio della guardia medica non è stato salvaguardato, umiliando un’intera comunità ed un paese a totale vocazione turistica.
Ci sembra assurdo anche quanto accaduto al consigliere regionale Andrea Gerosolimo e ci auguriamo che la gaffe sia dovuta ad semplice difetto di comunicazione tra politici e tecnici. Non è consentito però ad un consigliere regionale, unico sulmonese nell’assise regionale, ignorare che il suo presidente gli sta “sfregiando” il territorio.
Minacciare dimissioni di massa come qualcuno ha proposto, serve a ben poco: in questi casi ci si dimette e basta senza fare annunci.
Allora rivolgo un invito al Sindaco Ranalli: anziché annunciare per la terza volta le dimissioni, non sarebbe più opportuno ed efficace dimettersi immediatamente dal Partito Democratico per avere “mani libere” e lavorare seriamente per il bene della città? Sulmona e i sulmonesi sono stanchi di essere presi in giro dal Presidente D’Alfonso, il quale sarebbe più serio e credibile se venisse in città ad illustrarci quale visione strategica intende riservare al nostro territorio.”
Le dimissioni di un sindaco non servono a niente, in questi casi: anzi, rispondono alle esigenze della pantomima da recitare per fare fessi i concittadini che l’hanno votato. Quasi sempre vengono concordate con la stessa controparte che dovrebbe essere il bersaglio della protesta che sottintendono. Sul punto nascite, poi, l’assessore Paolucci è stato chiaro come solo i pavidi e le mezze figure politiche (quale indubbiamente è Paolucci) sanno essere con i più pavidi e i quarti di figure politiche (quale indubbiamente è costretto ad essere Ranalli, che peraltro ci sembra una brava persona).
Torniamo a sottolineare, come abbiamo fatto con la questione del tribunale, che le truppe cammellate dei partiti politici, a Sulmona, hanno votato ancora Giovanni Legnini e Paola Pelino, che avevano votato la legge di soppressione: tra questi Luigi La Civita. Perché mai un Paolucci qualsiasi e un D’Alfonso qualsiasi dovrebbero avere un ripensamento sulla soppressione del punto nascite se mietono consensi sopprimendo?
Su un aspetto concordiamo con La Civita: che Gerosolimo sulla guardia medica di Campo di Giove ha seguito la stessa strada per fare la stessa brutta figura. Ma, prima di concordare oggi, l’abbiamo scritto quando D’Alfonso organizzava i treni della speranza per svolgere la riunioni di giunta a Campo di Giove: altra pantomima. E Gerosolimo chi lo ha eletto, se non le truppe cammellate del Pd? E se questi sono i sistemi della democrazia come si intende all’epoca di Berlusconi e di Renzi, perché mai Ranalli si dovrebbe dimettere?





