CHI RIPORTERA’ I GIOVANI A PERDERE QUINDICI MESI DI VITA NELLA LEVA MILITARE?

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SCENARI DI GUERRA IN TUTTO IL MONDO E CASCAMI SULLA VITA DI OGNUNO

21 APRILE 2026 – Gli scenari di guerra che agitano il mondo si sono mostrati ai cento giovani, provenienti dalle quattro province abruzzesi per parlare di prospettive di pace dopo aver analizzato la storia del pacifismo in Abruzzo e a Sulmona in particolare con il “Gruppo di Azione Pacifista”. La domanda che serpeggiava nell’assemblea (tenuta in presenza e on-line) è stata quella ovvia di questi giorni:  “cosa succede adesso con la leva militare?”. Ne sono seguite altre, tutte generate da una considerazione più che mai attuale: “Con i venti di guerra che soffiano sempre più forte sono diversi i Paesi che hanno reintrodotto o stanno pensando di reintrodurre il servizio di leva. Tra questi il governo italiano, che però procede con i piedi di piombo perché sa che una larga maggioranza dei giovani è decisamente contraria al ritorno della leva. Intanto si dà il via libera al potenziamento della componente professionale ma la possibilità del ripristino dell’obbligatorietà del servizio militare resta in attesa sul tavolo del Ministero della Difesa”.

“Il mondo era migliore una volta oppure oggi? – è la riflessione che ha animato l’assemblea – Sicuramente è peggiore adesso. Quando si era sotto la cappa dei due blocchi militari – Nato e Patto di Varsavia – mai si è arrivati ad uno scontro militare diretto. Le armi, comprese quelle atomiche, venivano usate come deterrenza. Nei momenti peggiori, come la crisi dei missili a Cuba dell’ottobre 1962, i leader di allora, Kennedy e Krusciov, ebbero il senso di responsabilità e l’intelligenza politica di risolvere pacificamente il conflitto. Oggi il mondo è nelle mani di un pugno di governanti che hanno fatto del ricorso alla guerra, anzi alla guerra preventiva, la prima opzione: Putin in Ucraina, Trump in Iran; che parlano di distruggere un’intera civiltà (ancora Trump sull’ Iran) o che lo stanno facendo (Netanyahu a Gaza); l’impiego dell’arma atomica non è più un tabù ma viene evocata da entrambe le parti; l’ONU è confinata in un angolo e il diritto internazionale è calpestato; i crimini di guerra sono all’ordine del giorno; la guerra è totale e a pagarne il prezzo maggiore è sempre la popolazione civile. Le guerre mostrano sempre più chiaramente il loro vero volto: hanno dietro enormi interessi economici e la parte del leone la fa il controllo delle fonti fossili, che sono la causa prima dei cambiamenti e dei disastri climatici.

L’assemblea, è stata coordinata da Francesco D’Ascenzo e da Giorgia Di Bella.

Reintrodurre la leva obbligatoria ha solo un significato: mostrare i muscoli di un esercito numericamente poderoso, ma tatticamente e strategicamente inutile. Le caserme fino al 2005 erano piene di gente che cercava di sottrarsi ai compiti di leva; e la preparazione era deficitaria. Gli episodi di nonnismo e, in genere, di sopraffazione erano cronaca quotidiana. Le corruzioni per non andare sotto il servizio di leva erano alla base di tanti esoneri… patteggiati con lauti vantaggi per chi deteneva il potere di esonerare. Insomma: uno spaccato di una società malata di corruzione.

Come si possa immaginare che un esercito di leva si comporti meglio in campo di battaglia è cosa tutta da spiegare. Ma, intanto, è una opzione che viene coltivata, a sentire il ministro Crosetto e via via altri esponenti di governo, ora che si allontana la visione onirica di Trump con la sua pace sempre a portata di mano.

Prima di giungere ad un mondo che sia realizzazione dell’ideale di quella che i Latini chiamavano l’età dell’oro, cioè prima che uomini di tutto il mondo si incontrino dandosi la mano e non nascondendo armi, occorre contare su un esercito professionale che si comporti ai migliori livelli di preparazione, di coraggio, di osservanza delle regole istituzionali. E che, soprattutto, non si proponga per “missioni di pace” che servano a garantire una delle parti in guerra, magari sotto la falsa egida degli Stati Uniti, smascherati operatori del proprio business.

Occorrono altre assemblee come quella tenuta a Sulmona, affinchè aumenti la consapevolezza del momento che attraversiamo e della mutazione dei modi di confronto e di gestione dei conflitti. La corsa al riarmo è “da folli”, come diceva appena tre anni fa Papa Francesco, evidentemente informato degli scenari di guerra che si preparavano; ma la rinuncia unilaterale ad ogni tipo di difesa, anche quella essenziale e contenuta dell’esercito professionale, non è meno preoccupante.

Nella foto del titolo la caserma “Cesare Battisti” durante un giuramento negli anni Settanta, tempo di leva obbligatoria.

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