L’ACQUA VA AL MARE, MA IL VENTO DAL MARE RISALE

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PREOCCUPANTI SCENARI PER DISCARICA E CEMENTIFICIO DI BUSSI

23 DICEMBRE 2012 – Non basta che l’aria della Valle Peligna sia a rischio di inquinamento da polveri sottili se sarà costruito un cementificio nelle Gole di Bussi: una ipotesi paradossale è stata formulata nel programma “Report”, in onda questa sera su Rai Tre. (Nella foto del titolo l’incantevole scorcio di mezza mattina d’inverno lungo il Fiume Pescara vicino alla stazione ferroviaria di Bussi. E’ questo il più importante punto di confluenza delle acque d’Abruzzo: dall’Aquila, dagli Altipiani Maggiori, da Scanno, dalla Majella, dalla Valle del Tirino)

Sarebbe emerso, infatti, che le acque, invece di andare verso Pescara, risalirebbero. La considerazione, ovviamente, è solo provocatoria ed è legata ai risultati delle analisi, al punto che i valori più negativi si sarebbero riscontrati a monte. La ipotesi non lascerebbe indifferenti gli abitanti della Valle Peligna, perchè un… trend di questo genere farebbe schizzare a mille i valori di sostanze inquinanti, alcune delle quali tossiche, se si risalisse fino alle sorgenti del Pescara, a Popoli, o, peggio, a quelle del Gizio, a Pettorano, per non parlare di quelle dell’Aterno più a monte di L’Aquila. Magari saranno gli orsi o i lupi a causare gli inquinamenti della Val Pescara. Proprio nel programma di indagine giornalistica è stato presentato il conto per la bonifica, con i veleni che la discarica contiene e con i costi che presenterebbe (80 milioni di euro, dei quali 50 già distolti agli interventi post-sisma), in un punto che segna l’afflusso principale di acque di tutta la regione Abruzzo.

Tornano in primo piano le preoccupazioni della città di Sulmona, manifestate del resto dal sindaco Fabio Federico, per l’installazione di un cementificio in luogo di parte del perimetro ex-Montedison, a Bussi. Se, infatti, la provocazione circa la “risalita delle acque” è volta solo a dimostrare l’opinabilità di alcuni risultati di analisi, la certezza che le polveri sottili, invece di invadere Bussi e la Valle del Pescara, affliggerebbero la Valle Peligna e soprattutto Pratola e Sulmona è confermata dalla insistenza di rilevanti flussi eolici che seguono proprio la direzione inversa delle acque del Pescara e dei suoi affluenti. E la battaglia degli ecologisti per non consentire la costruzione di un cementificio tra Sulmona e Pacentro sarebbe vanificata da decisione sulle quali la città non potrebbe avere alcuna influenza.

Sulla inflessibile vocazione di Bussi sul Tirino ad ospitare industrie inquinanti (a scapito di altri)”Industrie: se non sono inquinanti Bussi non le vuole?” ed anche nella sezione NATURA di questo sito

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