PARADOSSALE CONDOTTA DELLA PROVINCIA DOPO LE PROTESTE PER LE CONSEGUENZE SUL TURISMO
28 APRILE 2018 – La più grossa gaffe nel panorama della viabilità, con la chiusura delle strade della Provincia al traffico di moto e bici, pare rientrerà in parte. Tali e tante sono state le reazioni per il colpo inferto al turismo (sindaci, operatori turistici, semplici cittadini) che adesso quello che si poteva fare nei mesi scorsi e che una amministrazione inetta non ha saputo fare, pare sarà fatto in qualche settimana: si troveranno i fondi (che è tipica competenza dell’amministrazione) e si rabberceranno le buche (che è tipica attività della componente tecnica). Il disco rotto della mancanza di fondi pare sia stato sostituito dal proclama di interventi immediati, con grande aspettativa di incensamenti da parte dei “media”. Adesso, per giunta, il politico, cioè il presidente della Provincia, dice che i provvedimenti di chiusura vengono adottati dal tecnico senza previo concerto. Infatti, l’ora si fa tetra: intere pagine del quotidiano amico sulla vulcanica attività della Provincia (anche in fatto di viabilità) rischiano di essere vanificate dalla desolante constatazione di quanto ha saputo produrre un anno di nuovo… civismo nel rapporto tra cittadini e Provincia e tra motociclisti e buche. Questa formula politica del civismo avrebbe portato, se avesse raggiunto il Campidoglio, alla chiusura di tutte le strade di Roma, visto che, signora mia, questi motociclisti vanno così forte che qualcuno di loro muore pure?






