CIALENTE TRA POCO CHIUDE IL TRAFORO DEL GRAN SASSO

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PLAUDE ALLA CHIUSURA DEL PUNTO NASCITE DI SULMONA SECONDO LA LOGICA STATISTICA DEI SERVIZI PUBBLICI

23 LUGLIO 2016 – Secondo il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, è giusto chiudere il punto-nascite di Sulmona e le proteste degli abitanti delle aree interne contro il piano di riordino della sanità derivano da una “visione campanilistica e datata, tanto da rendere auspicabile addirittura una modifica della legge regionale elettorale”. “Sono convinto – continua – che ci difende i piccoli presidi, poi però va a curarsi nei grandi ospedali, che sono meglio attrezzati e sicuri. Ho letto un’ottima tesi di una studentessa di medicina che numeri alla mano dimostra che gli incidenti in sala operatoria crescono più l’ospedale è piccolo. Ecco perché è giusto rivedere tutta la rete sanitaria abruzzese, puntando sulla rete emergenza-urgenza, e riducendo il ricorso all’ospedalizzazione. Non possiamo guardare alla medicina con gli stessi occhi di quaranta anni fa, quando mi sono laureato io. Sarebbe come rimanere fermi alla vecchia Siemens, che fabbricava a L’Aquila cornette telefoniche, mentre ora usiamo uno smartphone”.

Cialente ha ragione da vendere e addirittura non cita tutti gli esempi che corroborano il suo ragionamento. Anche noi, per esempio, siamo convinti che quelli che difendono l’università degli studi dell’Aquila poi mandano i figli a studiare alla Sapienza o addirittura in Inghilterra. Non si potrebbero leggere diversamente i dati degli iscritti in precipitoso calo all’università dell’Aquila, riportati proprio nei giorni scorsi. Quindi, diamo ragione senz’altro a Cialente che l’università dell’Aquila (applicando il ferreo principio statistico) la vorrebbe chiusa. E il primo cittadino dell’Aquila ha voluto solo dare un avvìo al discorso, senza scendere nei particolari perché la mente detta le linee affinchè il popolo ne tragga le conclusioni: “Chiudiamo – sarebbe, secondo noi, il successivo passaggio di Cialente – il tribunale dell’Aquila, che produce meno della metà dei processi penali del tribunale di Avezzano, perché conservarlo contro ogni statistica è sintomo di un “approccio campanilistico e localistico”: e poi perchè dove i giudici fanno poche cause è più facile che sbaglino, secondo l’illuminata tesi di laurea della studentessa. Se così non fosse, e se si guardasse all’utilità per l’Italia intera, non si dovrebbe aspettare un giorno a portare la Corte d’Appello a Pescara e il tribunale della provincia dell’Aquila in Avezzano”.

Questa faccia di bronzo della politica, Massimo Cialente, che ha effettuato il volo di inaugurazione dell’aeroporto internazionale dell’Aquila, non seguito da altri voli, si permette di parlare di istanze campanilistiche.

Ma Cialente per altro verso è coerente; e sicuramente, pensoso com’è dei numeri e del rapporto costi-benefici, emetterà domani una ordinanza per chiudere il traforo del Gran Sasso, che ha dissanguato l’Italia degli anni Sessanta e Settanta per far transitare un traffico di una strada provinciale. Se, invece di pensare alla Siemens che faceva le cornette, Cialente quaranta anni fa si fosse preoccupato dello scempio che si faceva con la perforazione del Gran Sasso, parallela alla autostrada già esistente, che serviva e serve l’Abruzzo, avrebbe levato forte la sua protesta civica e moralizzatrice. E fino a quando non tappa il traforo del Gran Sasso, non chiude il tribunale dell’Aquila, non trasferisce l’università, lasci perdere il punto-nascite di Sulmona.

Si dirà che non ha competenze per chiudere autostrade, tribunali e università. E perché, ha competenze per sproloquiare dei punti-nascite altrui?

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