NON SARA’ UN PO’ SCOMODO PER LE PARTORIENTI?
5 MARZO 2015 – Alla delegazione di sindaci del centro-Abruzzo che fino a mezzanotte protestavano per la soppressione del punto-nascite all’ospedale di Sulmona
il presidente della giunta reginale D’Alfonso ha risposto – secondo quanto riferisce il sindaco di Sulmona, Ranalli – che “ pur condividendo in pieno la battaglia che si sta portando avanti”, deve confermare “la strategia della Regione dettata da regole rigorose e obbligate imposte dal Governo per superare l’emergenza del momento e la difficile fase di transizione per uscire dal Commissariamento della Sanità ma che, tuttavia, non impedisce di puntare da subito da parte della Giunta regionale ad alcune misure forti ed investimenti certi (a cominciare dai 54 mln per il nuovo Ospedale) capaci di restituire la necessaria fiducia non solo ai cittadini ma anche agi operatori sanitari e agli amministratori locali”.
Cioè aria fritta, perché del nuovo ospedale si sapeva e D’Alfonso si è fatto riprendere insieme all’assessore Paolucci alla posa della prima pietra (un quadretto anche esteticamente orripilante). I nuovi investimenti negli ospedali riguardano tutto l’Abruzzo e tutta l’Italia; fanno parte del rinnovamento dei fabbricati e degli impianti, ci mancava solo che l’ospedale di Sulmona fosse rimasto nell’edificio di sessanta anni fa. La chiusura del punto-nascite, invece, riguarda solo Sulmona e altre tre o quattro mini-ospedali, che non servono il territorio che deve servire quello di Sulmona.
“Intanto – avrebbe detto D’Alfonso – sarà istituito da parte della Regione un apposito tavolo tecnico (Regione – Amministratori locali) delle quattro città (Sulmona – Penne – Ortona ed Atri) interessate alla vicenda dei tagli del punto nascite per seguire da vicino tutti gli sviluppi del processo di riorganizzazione e presto sarà organizzato un apposito incontro con il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin”.
Cioè dopo il danno la beffa, perché D’Alfonso sta indietro di almeno due settimane rispetto alla tematica dei punti-nascite quando proprio il ministro, in televisione, ha detto che pure al di sotto delle duemila nascite all’anno non si giustifica un “punto”, figuriamoci al di sotto di 500 come Sulmona. Portare una delegazione dalla Lorenzin e “girarle” il problema significa far deridere pure quelli che compongono la delegazione.
La delegazione dei sindaci della zona tornerà a riunirsi lunedi 9 marzo alle 16a Palazzo San Francesco, insieme alle forze sindacali, per una “più puntuale valutazione sulle risultanze emerse dall’incontro di ieri sera e soprattutto per organizzare al meglio la presenza martedì mattina in occasione della seduta del Consiglio Regionale dove sarà affrontato il problema”.





