Freddo polare, campagne distrutte

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DA CINQUANTA ANNI MAI UNA NOTTE COSI’ A FINE APRILE: DODICI GRADI SOTTO ZERO A ROCCARASO

26 APRILE 2016 – Notte d’inferno per gli agricoltori della Valle Peligna,

con il cielo che già ieri pomeriggio sul tardi si andava liberando delle nuvole e, d’altra parte, con la pioggia incessante che stava per trasformarsi in gelo. Non succedeva almeno dalla fine degli anni Sessanta che la temperatura scendesse ai livello dello zero alla fine di aprile: quella volta, tra il 30 aprile e il I maggio, la “gelata” (come la chiamano i contadini) aveva rasentato il guinness dei primati, perché se è vero che sulla Majella è nevicato anche a luglio (e più raramente in agosto), il freddo che stronca ogni tipo di cultura appena germogliata, senza possibilità di recupero, è fenomeno del tutto inedito nel fondovalle.

Il panorama stamane è stato desolante per migliaia di ettari in tutto il Centro-Abruzzo: uno sconvolgente spettacolo di piante cotte o “bruciate” dal gelo. Si attendono solo le quantificazioni dei danni, che peraltro sono magra consolazione rispetto ai raccolti.

Del resto, le previsioni degli ultimi giorni era quelle che gli agricoltori hanno appreso: precise, anche nei livelli dei gradi centigradi, con la frustrazione di non poter fare nulla. Decenni fa il “Consorzio di Bonifica” o le intese di gruppi di coltivatori uscivano per spargere nebbia artificiale, palliativo che in casi così gravi come quello di ieri non sarebbero serviti a nulla.

Pini innevati in primo piano

Il ghiaccio ha infierito, senza fare danni, neanche alla circolazione, sulle cime e nei valichi stradali più esposti (nella foto i monti a sud di Sulmona stamane poco dopo le ore 8). Il -12 gradi di Roccaraso stamane alle 6 costituirà certamente un record per la primavera inoltrata (nella foto sotto l’Altopiano delle Cinque Miglia alla stessa ora).

Altopiano delle 5 Miglia il 26 aprile 2016

Tramono

 E mai come in queste ore è stato smentito il proverbio “Rosso di sera, buon tempo si spera”: il rosso di alcuni giorni fa sul tramonto nella Valle Peligna ha introdotto una catastrofica notte polare.