Ma le occupazioni avventate rischiano il flop

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COME PER IL TRIBUNALE, L’INIZIATIVA AL COMUNE SI SGONFIA SENZA AVER RAGGIUNTO RISULTATI

29 MARZO 2015 – Come per il tribunale, l’occupazione per protesta va programmata con prudenza.

Per il tribunale cessò senza che il ministero di giustizia avesse fatto un passo indietro. Per l’ospedale (precisamente per il punto-nascite) pare che sarà tolta martedì, quando presumibilmente né la Regione, né il ministero della salute avranno fatto un passo indietro. Va premesso che la prova di orgoglio, intesa quale risposta ad una politica di continue spoliazioni, è un risultato di questa occupazione simbolica.

Senonchè,  levare le tende proprio nei giorni nei quali la chiusura del punto-nascite viene confermata a gran voce e proprio quando tutto quello che ritiene di poter fare il presidente della giunta regionale è proporre uno sterile incontro con il ministro della salute, può equivalere ad un esplicito riconoscimento della perdita di speranza. Come per il tribunale, vuol dire rinunciare poi ad ogni altra iniziativa, perché più forte di una occupazione c’è solo la rivolta, del tutto improponibile ai tempi attuali e nel contesto di ragnatele politiche che hanno imbrigliato ogni spontaneo ribellismo.

I tagli alla sanità regionale, dei quali si è vantato l’ex presidente della giunta, Chiodi, andavano nel senso esattamente convergente con la potatura che riguarda ora Sulmona, Atri  e Ortona. Quindi, per cavalcare la tigre della protesta, Forza Italia è titolata come lo sarebbero quelli del Partito Democratico. Gli uni e l’altra sono protesi a realizzare un assetto regionale che punta solo sulla costa, ad eccezione del capoluogo aquilano che, nonostante rappresenti un territorio spopolato e quindi statisticamente fragile, continua a conservare tutte le istituzioni e i presìdi che sarebbero destinati al vero capoluogo abruzzese, anzi incrementandone alcuni molto rilevanti, come l’aeroporto “internazionale” di Preturo. Forza Italia deve prendere atto che non ha credito e referenze per guidare una battaglia cittadina: anche per questo la occupazione non potrà durare più di quattro giorni.

Totalmente fuori luogo è anche l’ipotesi di inscenare una manifestazione clamorosa in concomitanza con una delle processioni del triduo di Pasqua: il guadagno in clamore (e forse anche in proseliti) sarebbe rilevante, ma le processioni sono una cosa sacra e i primi a ritenersi offesi di questa sovrapposizione sarebbero proprio i veri Sulmonesi. Conquistare il video e i “lanci” di agenzia a tutti i costi è segno di superficialità se non addirittura di strumentalizzazione pubblicitaria.

Resterebbe quale unica arma il voto: ma proprio la vicenda del tribunale, ancora una volta da prendere ad esempio (perché la soppressione degli uffici giudiziari è molto più grave e funesta del punto-nascite) insegna che i Sulmonesi, almeno nella maggioranza, premiano chi li lascia in mutande.