Metropolitana di superficie, come si chiama la ferrovia all’Aquila

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GRANDE RUMORE PER LA TRUFFA DELLE ETICHETTE

13 GIUGNO 2017 – Squillano le trombe per l’inaugurazione di due stazioni della “metropolitana di superficie” dell’Aquila.

Uno pensa alla linea costruita con grande dispendio di risorse qualche anno prima del terremoto; e pensa anche che, dopo aver dilapidato decine e centinaia di milioni di euro, il progetto semi-realizzato (con lo scoperchiamento di strade e vicoli del centro storico) era abortito e una causa lunga più di dieci anni ha accertato il torto marcio del Comune dell’Aquil, con l’obbligo di pagare altre centinaia di milioni.

Invece questa di oggi è proprio un’altra cosa: è proprio metropolitana di superficie, che sarebbe la ferrovia Sulmona-L’Aquila, con le stazioni di Paganica e San Gregorio, così gli abitanti delle new towns scenderanno per prendere la pagnotta di pane e torneranno a casa.

Una metropolitana di superficie tentò di realizzarla Franco La Civita tra la stazione di Sulmona-Introdacqua e la stazione ferroviaria centrale, con un’ottima fermata all’imbocco della Via dell’Arabona, vicino a Porta Romana, in modo che si sarebbe preso il treno per Pescara, per Roma, per… L’Aquila senza neanche la seccatura di aspettare gli orari degli autobus. Ma per Sulmona la “metropolitana di superficie” avrebbe avuto il significato di una cosa superficiale, non strutturale: “A Sulmona, nell’affrontare i problemi, siete tutti… di superficie”. A L’Aquila, invece, l’ossimoro metropolitana e superficie è chic.

Quindi, fiato alle trombe e ampio spazio su giornali e telegiornali, quasi quanto quello riservato all’inaugurazione dell’aeroporto internazionale di Preturo, dal quale è partito solo il volo inaugurale. Uno scherzetto che sarà costato qualche miliardo alla comunità. Appunto: alla comunità, non alle tasche degli aquilani.