Cassandra crossing per D’Alfonso a Campo di Giove

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SUL TRENO DEL PARCO CERCA DI PLACARE L’IRA PER LA SOPPRESSIONE DELLA GUARDIA MEDICA

3 AGOSTO 2014 – Partito con le migliori promesse, ma con le peggiori premesse, il treno del Parco, organizzato per oggi dal Parco Nazionale della Majella, a momenti si concludeva tra le notizie della cronaca nera.

 

Che l’aria non fosse quella strombazzata in un comunicato del Parco si è potuto captare dalle prime luci dell’alba, quando quasi nessuno degli assessori che avrebbero dovuto dar vita ad una “riunione della Giunta” sul treno si è mosso dal rispettivo collegio elettorale per raggiungere Sulmona e salire sulla arronzata boutade mediatica. Ne abbiamo avuto conferma nel pomeriggio, quando a Roccamorice abbiamo notato l’assessore regionale all’Ambiente, Mario Mazzocca (a meno che non fosse un sosia che segue lo stesso menù), intrattenersi a parlare di un progetto editoriale con un accompagnatore. Stava al di là della Majella, ma viaggiava mille anni luce distante dalle tematiche del treno: eppure avrebbe dovuto fare lui da macchinista e capo dell’allegra combriccola di convitati, visto il suo peso preponderante, con la delega all’Ambiente, alle cave, alle torbiere, all’Associazionismo territoriale, all’assistenza tecnica e a qualche altro settore che sempre dimentichiamo nell’elenco. Indaffarato a rintuzzare la protesta dei cittadini di Campo di Giove, il Presidente degli Abruzzesi, Luciano D’Alfonso, è stato lasciato praticamente solo dai suoi assessori, in una avventura paragonabile a quella del film “Cassandra crossing”: il treno rischiava di non ripartire perché i cittadini hanno minacciato di riconsegnare la tessera elettorale se si insisterà con la soppressione della guardia medica. D’Alfonso, al modo di Renzi, ha detto che se ne parlerà, che tornerà entro il mese a Campo di Giove. Ma, quanto a soluzione dei problemi, neanche uno spiraglio.

Una domanda andrà fatta: con i tempi di crisi che attraversiamo, con la disaffezione per la politica (che tale non è, perché si chiama reazione alla sfrontatezza dei politici; la politica gli Italiani seguitano a farla e a partecipare alle elezioni), a chi può venire in testa di passare per le stazioni di una linea delittuosamente cancellata dagli orari ferroviari, per giunta (se la giunta avesse risposto all’invito di D’Alfonso) a bordo della carrozza presidenziale delle Ferrovie, dopo aver sottolineato che su quella carrozza sono saliti presidenti della Repubblica e papi? Ma era una presa in giro?

Anzi: è andata bene perché gli Abruzzesi sono civili ed hanno lasciato i pomodori marci nei campi. Ma si può andare in carrozza presidenziale a consumare pranzi dopo aver diffuso la voce (poi doverosamente catalogata nelle bufale) che tutta la giunta regionale si riuniva sul treno da Sulmona a Castel di Sangro?

Oggi c’è stato il primo inciampo del governatore dopo le elezioni-plebiscito. Per il poco che D’Alfonso ha promesso al territorio c’è il rischio che non si farà nulla. E del resto: se D’Alfonso ha celebrato i ristoranti sulmonesi, ma perchè mai  lo portano a mangiare su un vagone? Ma che ospitalità è mai questa? (v.:”D’Alfonso celebra i ristoranti sulmonesi”)

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