PAOLA PELINO LA METTE A CACIARA

267

ACCUSA LA BANCA DI INTERESSI ESOSI MA NON RIMBORSA NEPPURE IL CAPITALE

8 AGOSTO 2014 – La sen. Paola Pelino ha ingaggiato una battaglia legale contro la Banca di Credito Cooperativo di Pratola Peligna, che le aveva concesso un mutuo e che ha ottenuto un decreto ingiuntivo in seguito al mancato pagamento di alcune rate. Pelino sostiene (come riportato da “il Centro” e “Il Messaggero”, che sarebbero stati applicati interessi usurari.

L’accusa non è di quelle che fanno parte della normale dialettica tra le parti in una causa. Dovrà essere vagliata dal giudice, ma contiene già un potenziale da bomba all’idrogeno. Non ci siamo impicciati delle vicende, pure trattate dalla stampa regionale, per un inadempimento della sen. Pelino (acquisto di vestiti da una boutique di Pescara) perché sono affari privati, ancorchè riguardanti una parlamentare. E potrebbero essere affari privati se non pagasse le quote del Rotary, per esempio. Se, però, la sen. Pelino attacca una istituzione, l’unica di tutto il territorio del centro-Abruzzo e tra le pochissime aziende di credito che siano rimaste operanti con sede nella regione, allora usciamo dall’ambito privatistico e sembra almeno doveroso sottolineare come chi non paga più di 200.000,00 euro assumendo di essere stato vittima di un calcolo eccessivo di interessi, dovrebbe almeno corrispondere la parte di debito che non può contestare; poi potrà discutere del 3 o del 4 per cento in più di interessi.

Diversamente, metterla in caciara come si dice a Roma per non versare neanche un euro non fa parte né dell’aplomb di un parlamentare, né in quello di una imprenditrice, come è stata presentata la attuale sen. Paola Pelino. Già partecipante alla demolizione del tribunale di Sulmona, con il voto che ha assicurato alla legge per la soppressione dei “tribunali minori”, Paola Pelino dovrebbe andarci piano quando attacca l’unica istituzione produttiva che è rimasta con sede in Valle Peligna e che è fatta di migliaia di soci. Dovrebbe sostenerla. La sen. Pelino dichiarò a questa testata che del nuovo casello di uscita sulla A25 si sarebbe “potuto parlare” e quindici giorni dopo disse che era assolutamente campato in aria; dichiarò che il tribunale non si toccava (in questo sorretta anche dall’on. Maurizio Scelli che neanche un anno dopo votò anche lui la soppressione del tribunale di Sulmona…) e poi lo soppresse; disse che la caserma “Battisti” si sarebbe salvata e adesso ci crescono le piante pazze. Dunque, se ci dirà che, alla fine, avrà sbagliato a fare i conti degli interessi non farà nulla di diverso da quello che ha fatto finora; ma nel frattempo, dalla posizione che le ha regalato Silvio Berlusconi ( e giammai conquistata con un proprio seguito elettorale) avrà cercato di buttare discredito su una banca nella quale lavorano (e se lavorano…) circa 60 dipendenti; che è di Pratola e da Pratola si è rafforzata per servire tutto il territorio, costituito a sua volta di persone che vi si rivolgono perché lavorano ed hanno bisogno di uno strumento importante. Altro che chiacchiere e caciare.