ESAME DELL’ISTITUTO DI VIGILANZA SULL’ANDAMENTO DELL’ECONOMIA ABRUZZESE – ANCORA BENEFICI DAL PNRR MA L’ESPORTAZIONE SI SALVA IN PARTE SOLO PER I PRODOTTI FARMACEUTICI – LIVELLI MINIMI NELLA FIDUCIA DELLE IMPRESE
15 NOVEMBRE 2025 – “Rallentamento” nei depositi bancari in Abruzzo. Con questo termine la Banca d’Italia (nella foto la sede dell’Aquila) relaziona in ordine ad uno dei principali indici dell’economia regionale nel primo semestre del 2025. Questo “rallentamento” è legato alla decelerazione dei conti correnti e al calo dei depositi a risparmio. Nel portafoglio finanziario di famiglie e imprese è ulteriormente aumentata l’incidenza della componente in titoli, a scapito di quella dei depositi.
Sembra evidente che i depositi bancari non siano più appetibili; e la sostanziale infruttuosità ha determinato la migrazione verso i titoli, secondo un trend che, stando così le cose, non sembra destinato ad una inversione (ma in questa previsione non si spingono i tecnici dell’Istituto di emissione: è sotto gli occhi di tutti che l’inflazione falcidia i depositi sui conti correnti).
Del resto, per tornare a quello che dice l’Istituto di Vigilanza nella relazione sulla economia dell’Abruzzo pubblicata ieri l’altro, sotto altri profili l’economia abruzzese presenta delle ombre: “Il clima di fiducia delle imprese manifatturiere del Mezzogiorno rilevato dall’Istat si è stabilizzato nell’anno sui livelli minimi raggiunti nel 2022 durante il picco della crisi energetica. Nel settore dell’automotive della regione è proseguito il calo della produzione di veicoli commerciali leggeri, principale prodotto del comparto. I conseguenti effetti negativi sull’export complessivo dell’Abruzzo sono stati più che compensati dalla forte crescita delle vendite all’estero di prodotti farmaceutici; positivo è stato anche il contributo fornito dal settore dei macchinari, da quello della gomma, plastica e minerali non metalliferi e dall’alimentare.“
Rilevante, e in positivo, è il dato sui redditi delle famiglie, che nel primo semestre del 2025, anche in conseguenza del “buon andamento dell’occupazione” sono “aumentati in termini reali nonostante livelli di inflazione relativamente più elevati rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente”.
“Il settore delle costruzioni – osservano ancora in Bankitalia – ha ampiamente beneficiato del forte stimolo offerto all’edilizia pubblica dalla realizzazione delle opere del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), che ha più che compensato il calo dei livelli di attività nell’edilizia privata seguito alla rimodulazione degli incentivi fiscali per la riqualificazione delle abitazioni. Nelle aree colpite dai terremoti del 2009 e del Centro Italia del 2016‑17 sono proseguite le attività di ricostruzione, fornendo un ulteriore stimolo ai livelli produttivi del comparto. Il miglioramento delle condizioni di finanziamento ha inciso positivamente sul mercato immobiliare, dove si è rafforzata la ripresa delle compravendite.”
La Banca d’Italia non scende ad esaminare partitamente le singole zone, ma è rilevabile da chiunque che, nella Valle Peligna e a Sulmona in particolare, la valutazione degli immobili è in rosso profondo, con diminuzioni che si attestano intorno ad un terzo e raggiungono, per le case di meno recente costruzione, il dimezzamento. Questo lo percepiscono anche gli agenti immobiliari ed è un fenomeno da legare a specifiche e locali cause, sulle quali non c’è concordanza di analisi: fuga dei giovanissimi e delle giovani coppie verso l’estero con azzerata possibilità di rientro? Esplicita intenzione del governo verso l’abbandono delle aree interne? Prospettiva di estensioni di discariche ed impianti inquinanti? Crescente livello di malavita? Inettitudine della classe politica? ma l’economia – occorre dire al riguardo – è piuttosto slegata, anche su scala nazionale, da questa componente, perchè gli amministratori pubblici sono incapaci anche di incidere su aspetti sostanziali e le scelte, ormai, le fanno altri poteri.
“Nel terziario, il commercio ha fatto registrare una debole espansione, sostenuta dalla tenuta dei consumi delle famiglie. I flussi turistici sono cresciuti a un ritmo superiore rispetto all’anno precedente, sia nella componente nazionale sia in quella di provenienza estera. Segnali di tenuta dei livelli di attività sono emersi nel comparto dei trasporti” concludono a Bankitalia.






