ALTRI RIFIUTI, NON C’E’ DA RALLEGRARSI

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ESTENSIONE DELLA DISCARICA DI NOCE MATTEI: QUALE SARA’ IL DESTINO DELLA VALLE PELIGNA?

9 APRILE 2026 – Il sindaco Luca Tirabassi esprime soddisfazione  “per il provvedimento autorizzativo della variante non sostanziale, rilasciato oggi dalla Regione entro i tempi che avevo preannunciato” che “consente l’incremento della volumetria della discarica di Noce Mattei per la misura massima di 23.250 mc, corrispondente al 15% della volumetria residua assentibile”.

Sarebbe così “scongiurato il rischio di saturazione e di dover trasportare i nostri rifiuti altrove, con notevole aggravio di costi per i cittadini“.  “Il provvedimento dispone contestualmente” conclude il primo cittadino “un sistema di monitoraggio e verifiche periodiche da parte degli organi competenti. Sarà approfondito nelle prossime settimane il profilo di tutela sanitaria, attraverso un tavolo di confronto con l’Istituto Superiore di Sanità”.

Non è una buona notizia quella che apre nuovi scenari per la progressiva estensione della discarica di Noce Mattei. Vuole significare che nuovi aggravi dovranno essere tollerati per l’ambiente. E questo non già per soddisfare le esigenze del consorzio di Comuni che si costituì in tempi ormai remoti, quanto per ricevere ancora, senza se e senza ma, i rifiuti provenienti dall’Aquila, che ormai costituiscono un peso insostenibile per l’impianto. L’“incremento della volumetria” traduce in termini aulici la tendenza, per “Noce Mattei” a diventare l’immondezzaio della provincia, mentre in altri Comuni (e in particolare nel capoluogo) il problema di dover trasportare i rifiuti altrove “con notevole aggravio di costi per i cittadini” non si pone, proprio perché c’è “Noce Mattei” ad accogliere tutto, con prezzi che furono dettati da convenienze politiche e che poi il sindaco dell’Aquila ha voluto imporre “se il Cogesa non vuole fallire”.

Quanto al monitoraggio non è una consolazione, vista la distanza tra quello che è risultato ufficialmente da strani rilevamenti e quello che i cittadini delle Marane (ma in molti casi anche quelli del centro cittadino) hanno percepito e percepiscono. E anche a proposito di taluni accertamenti, “Medici per l’ambiente” sono stati in più occasioni chiari e categorici.

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