“OTTIMI ACCUSATORI SE HANNO FATTO ANCHE LE SENTENZE E VICEVERSA” – I PRIMI PASSI A SULMONA E OGGI IL LIBRO SUL QATARGATE
12 NOVEMBRE 2025 – Ha mosso i primi passi da corrispondente dell’Ansa da Sulmona, poi da collaboratore della effervescente redazione de “Il Tempo” in Corso Ovidio, poi ancora dell’Ansa dall’Aquila e infine è giunto a incontrare la primitiva giustizia penale del Belgio per l’”affare Qatargate”: Giuseppe Guastella è così… intimo delle figure dei protagonisti nei tribunali da ritenere che “i migliori pubblici ministeri che ho incontrato sono quelli che hanno fatto anche i giudici e viceversa”. E lo ha detto questa sera a “Porta a Porta”, con molta serenità pur sotto l’incudine del conduttore che non ha fatto altro che rimbeccare il parlamentare del Movimento 5 Stelle, Licheri, e del direttore del fattoquotidiano.it, Gomez, dando manforte al sottosegretario Sisto (plastica dimostrazione che, invece delle carriere dei giudici, bisognerebbe separare in Italia le carriere dei giornalisti da quelle dei sostenitori dei politici).
Guastella ha visto ed annotato da vicino le condotte dei pubblici ministeri nel microcosmo peligno e nella galassia di Milano. Ciò che è più importante, nella serata tv non ha servito un cibo precotto e non ha fatto propaganda, perché ha sottolineato come ben il 32% dell’elettorato è indeciso e forse inconsapevole, tra il “sì” ed il “no” da far scivolare nell’urna. E non si è ribellato all’oggettiva verità che alla maturazione e alla qualificazione dei giudici e dei pubblici ministeri concorre lo scambio di funzioni. Ma ha ampliato il discorso senza schierarsi. Ha parlato, questo sì, dello scempio giuridico (che è più che altro uno scandalo giudiziario) del giudice belga che subito dopo il “caso Quatargate” si è candidato alle elezioni; e della sostanziale demolizione della figura e della stessa dignità degli indagati prima che una sentenza, anche di primo grado, ne affermi la colpevolezza. Equilibrio non comune di analisi, che gli ha consentito di scrivere “Il peccato di Eva”, da poco in libreria, proprio sul processo che ancora avvolge la Kaili pur senza prove e con la sola confessione di un coimputato.
E dire che Guastella da un pubblico ministero ha ricevuto non una richiesta di condanna, ma una craniata in faccia quando cercava di riprendere con la macchina fotografica le sue nozze. Lui sì, avrebbe potuto separare la carriera di quel tizio da quella dei giudici: ma dell’intero ordine giudiziario, non solo del gip o del gup…







