DALLA REGIONE UN ALTRO “NO” ALLA SNAM MA POTREBBE ESSERE DI FACCIATA

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VOTO UNANIME IN COMMISSIONE AMBIENTE CONTRO IL GASDOTTO E LA CENTRALE DI SPINTAORA QUESTO DISSENSO DEVE AVERE UN SEGUITO

25 GIUGNO 2025 – La Commissione Ambiente della Regione ha approvato all’unanimità la risoluzione che impegna il presidente Marsilio “a sostenere in tutte le sedi istituzionali la posizione di assoluta contrarietà della Regione Abruzzo al progetto Linea Adriatica”, quindi alla costruzione del gasdotto che transita anche nella Valle Peligna.

Esprime soddisfazione il “Coordinamento per il clima fuori dal fossile”, che insieme ai “Comitati cittadini per l’ambiente” hanno contrastato per anni l’insediamento della centrale di spinta della Snam e il transito del gasdotto in zone ad alto rischio sismico; sottolineano come questo voto sia “una chiara risposta a quanti finora hanno sostenuto che si tratta di una battaglia sbagliata e che, anziché continuare ad opporsi, sarebbe opportuno scendere a patti con la Snam per trattare fantomatiche compensazioni”. Fanno rilevare come la Snam, invitata dalla Commissione Ambiente a portare le sue ragioni, “ha invece preferito defilarsi dimostrando ancora una volta che il suo modo di operare è fatto solo di arroganza e non di dialogo e di confronto con le istituzioni”.

E’ certamente un buon risultato il voto in Commissione, perché va in direzione contraria alle affermazioni di Marsilio (con i suoi consueti toni da scaricatore di porto) circa l’inevitabilità della costruzione del gasdotto e della centrale di spinta. Tuttavia, proprio da quelli che sembrano elementi che rafforzano la battaglia si possono trarre spunti che lasciano perplessi. Prima di tutto, è il voto unanime che sembra dare la parvenza di un atto concesso quando le decisioni ultime sono state assunte (e sono in corso di realizzazione; nella foto del titolo il cantiere). In secondo luogo, l’assenza della Snam alle audizioni della Commissione Ambiente fa apparire come l’azienda di Stato si disinteressi sostanzialmente di questo che è un voto dalla esclusiva caratterizzazione politica, non idoneo a interrompere l’iter della costruzione e dell’entrata in esercizio della centrale di spinta.

Vanno colti, peraltro, i segni positivi di tale voto, per l’impegno che attribuisce all’Esecutivo di portare il dissenso di una intera regione alle scelte anacronistiche per la costruzione di una infrastruttura per l’energia fossile; alla sottovalutazione del rischio sismico; alla devastazione di un rilevante sito di interesse archeologico primario. Anche questo voto potrà camminare sulle gambe di chi crede nelle istituzioni e nella rappresentatività delle assemblee elettive, per quanto i lavori a Case Pente siano a buon punto.

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