TIRABASSI VIGILERA’ SUI FILTRI?

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LA STORIA DELLA DISCARICA DELLE MARANE NON INSEGNA NULLA. EPPURE BASTAVA VEDERE IL PRECEDENTE DI QUALCHE DECENNIO FA – UNA VOLTA INAUGURATO, L’INCENERITORE SARA’ CONTROLLATO SOLO DA CHI LO GESTISCE

25 AGOSTO 2025 – Il sindaco Luca Tirabassi avrebbe detto che si vigilerà sull’impianto (più correttamente: inceneritore) per lo smaltimento dei rifiuti a migliaia di tonnellate l’anno. E lo farà per la tutela della salute dei Sulmonesi.

Non abbiamo ricevuto nessun comunicato al riguardo e, quindi, possiamo ancora sperare che non l’abbia detto. In caso contrario, se cioè ha affidato a questa… dichiarazione programmatica tutto l’ambito delle azioni che si accinge a realizzare, dobbiamo preoccuparci più di prima, cioè più del silenzio che finora ha distinto la sua presenza a Palazzo San Francesco, se presenza c’è stata.

Come possa vigilare sulla gestione dell’inceneritore non spiega; ma è da escludere che lo possa fare da sindaco. Quando quasi tutte le forze politiche si consumavano le mani ad applaudire il grande impianto dell’ex Pastorino (poi diventato Cogesa), sulle colonne del “Tempo” (parliamo degli anni Ottanta) fu sollevato il dubbio elementare che, con tutti i filtri che progettualmente avrebbero preservato la Valle Peligna dall’inquinamento, sarebbe stato difficile verificare se i filtri sarebbero stati cambiati; o  addirittura attivati; se la manutenzione sarebbe stata effettuata; se i quantitativi di schifezze conferite sarebbero stati  rispettati. Basta dare un’occhiata a quello che è stato il Cogesa e prima ancora la società che gestiva quell’impianto per avere un quadro di quanto fosse elementare l’obiezione sollevata dal quotidiano… dissonante dal coro dei plaudenti. E quanto fosse, al tempo stesso, fondata.

L’impianto di incenerimento, se tale è come pare che sia, non deve neppure essere costruito, perché una volta costruito entrerà in funzione e una volta entrato in funzione appesterà la Valle Peligna o quanto meno consumerà quantità spaventose di ossigeno, sottraendole alla disponibilità di Sulmonesi e peligni in genere dopo la sottrazione che sistematicamente opererà la centrale di spinta della Snam.

Quando Andrea Gerosolimo darà il benservito all’attuale sindaco, cioè quando dovrà rivedere le alleanze, come fa da 20 anni, per tentare l’avventura parlamentare e sottrarrà il sostegno dei suoi fedelissimi alla giunta guidata  da Tirabassi (quindi tra meno di due anni), l’attuale sindaco su che cosa vigilerà? Chi verrà dopo di lui avrà buon gioco nel dire che l’inceneritore non è opera propria. Avere buon gioco non vuol dire fare quelle uscite peregrine che hanno fatto PD e 5Stelle in questi giorni, chiedendo a Tirabassi di chiarire. Chiarire che cosa? Quello che Di Piero, D’Andrea & C hanno fatto illustrando il progetto in pompa magna in Comune e dando i dovuti meriti anche all’ex vice-sindaca Maria Assunta Iommi (passata già a rilevanti sine-cura a livello regionale per sostegno di Fratelli d’Italia) che cianciava sulle sorti benefiche e progressive della “trasformazione” dei rifiuti in nettare odoroso?

A Milano c’è il partito trasversale del cemento. In Valle Peligna c’è il partito trasversale dei rifiuti, che fa guardare con benevolenza un impianto dove lavoreranno “tra i 12 i 20 dipendenti” (quindi sì e no 5 effettivamente; si sa come vanno questi programmi occupazionali). E per questo gruppetto di occupati si deve sacrificare ancora di più l’ecosistema della Valle Peligna? Con tutti i partiti  d’accordo, compresi quelli che adesso chiedono “chiarimenti”?

Nella foto un impianto pilota di pirolisi

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