OVIDIO NELLO SCORCIO DELLA SERA AUTUNNALE E TRA I MITI DELLE SUE METAMORFOSI

106

ALLESTIMENTO DEL “TEATRONATURA” NEL PARCO MARTURANUM

2 OTTOBRE 2026 – Nello scorcio di autunno più che tiepido e luminoso, gli spettatori attenderanno le prime ombre della sera per sentire le voci dell’Ovidio narrante nelle Metamorfosi. Non sempre accade quando si è immersi nella natura, tale è la distanza che si immagina tra i luoghi bucolici ed incontaminati e la creazione poetica dell’età classica, nella Roma sfavillante delle opere umane e degli uomini che la resero grande. Ma capita nel terzo millennio, ormai lontani da quell’epoca e, ancor di più, dall’età dell’oro che il Sulmonese cantava anche nelle “Mutate forme”.

Domani sera, sabato, dalle ore 18, nel Parco regionale naturale “Marturanum” di Barbarano Romano, in provincia di Viterbo, il “TeatroNatura” presenterà “Miti di stelle”, ideato da “Sensi Naturali | Residenza Transdisciplinare Art&Science“, con la direzione scientifica di Lucina Giacopini. Sista Bramini sarà la protagonista, insieme a Camilla Dell’Agnola, Francesca Ferri e Roberta Santacesaria.

Così gli artisti presentano la loro rappresentazione: “Nel cielo stellato, spazio e tempo, letteratura e scienza, vastità e intimità si intrecciano aprendo in noi uno sguardo, inedito quanto antico, su alcuni spazi dell’anima. Le costellazioni: enigmi da sciogliere, emblemi da interrogare, configurazioni archetipiche alle quali attingere, sono sopra di noi e, ogni notte viaggiando, si mostrano. Pianeta: da planeo, erro, a ricordarci che l’errare è ciò che ci fa umani. E le stelle, fredde, infinitamente distanti, punti fermi della realtà, sono anche incandescenti e gravide di storie dove sensualità, strazio, commozione e bellezza si compongono in forme essenziali, e cantano: di Callisto, seguace di Diana, che vittima del desiderio di Giove, divenne l’Orsa Maggiore; degli altri amori di Giove e delle incredibili forme che assunse per congiungersi a Ganimede, a Io, a Europa, a Leda…di come per sempre sedotti, siano divenuti satelliti del suo pianeta oppure le costellazioni del Cigno e dell’Aquila che, allo zenit, nel Triangolo Estivo, ci sovrastano ogni estate. In ascolto, attraverso la notte, gli spettatori incontreranno alcuni tra i principali miti legati al cielo notturno e alcuni tra i più bei canti polifonici della tradizione popolare legati alla natura, alla notte. Come da sempre si è fatto, tenendo le stelle come riferimento”.

Please follow and like us: