CHIUDE DOMANI LA MOSTRA SULLA INUTILE STRAGE DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE
6 GIUGNO 2015 – Con le parole di Ungaretti, una scelta di immagini della prima guerra mondiale dovrebbe fornire lo spunto di riflessione per la ricorrenza dei cento anni dall’inizio del conflitto.
“Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie” è la mostra inaugurata il 30 maggio alla Rotonda di San Francesco, per rimanervi fino a domani: poco per convincere la pubblica opinione che le insidie alla pace vengono anche dalle “missioni di pace” decise alla leggera, oppure dalla proclamata necessità di contrastare i Paesi ricchi di petrolio che detengono fantomatiche armi di distruzione di massa, oppure dal divieto ad altri Paesi di allestire armi nucleari quando tali armi sono da decenni costruite e posizionate da altre nazioni.
Nella foto una trincea italiana dopo un attacco a sorpresa degli Austriaci da “Cronache dal fronte”, editrice L’Espresso, in edicola dal 5 giugno. Nel volume sono riportate alcune lettere di soldati dal fronte, come quella di Angelo Gandini, caporale di artiglieria, scritta sabato 25 dicembre 1915: “Il bel giorno di Natale che tutti si desidera passarlo a casa, invece tutto il giorno in batteria a spettare che si chiarisca per sparare, però invece di schiarirsi si è messo a pòiovere. Alla sera si fece una cena tutti in compagnia, eravamo dodici, siamo stati allegri però si pensava nello occasioni che si troviamo a uccidersi l’un con l’altro. Pazienza verrà un’epoca che conosceremo tutti che non è questa civiltà”. Oppure come quella dell’artigliere Giuseppe Rondoni, di domenica 18 luglio 1915, che, dopo aver descritto la speranza e la gioia per essere scampato agli otto colpi di artiglieria austriaca, conclude con la descrizione di una trincea centrata da un ulteriore colpo: “Era proprio vero che avevano ammazzato tutti i serventi. Solo quello lì si era salvato perchè invece di correre in trincea si era riparato sotto il cannone. La granata era andata a colpire proprio sopra alla trincea dove tutti correvano a ripararsi quando la sentivano ad arrivare, e fece di quella trincea che era piena di dodici giovani pieni di vigore e forza, una fossa di carne umana senza più alcuna forma. Mi basterà ricordare che nessuno di quei dodici fu possibile riconoscere”.
Il sottotitolo di questa mostra è: “Immagini di una inutile strage”, ripreso dal coraggioso monito che il papa Benedetto XV lanciò prima che esplodessero gli effetti della follia autodistruttrice degli imperi europei. Una grande mostra in un piccolo luogo.






