Si svela una copia della Sindone e si muove pure un cardinale

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25 MAGGIO 2015 – Una copia della sacra Sindone sarà svelata il 28 maggio nella sede del Parco Nazionale della Majella, nell’Abbazia celestiniana, alla presenza del cardinale Sardi.

 

Già sulla Sindone “vera” si nutrono significativi dubbi; e la Chiesa si guarda bene dal puntare sulla reliquia, perché, non sia mai si riuscisse a stabilire, con analisi approfondite, che appartiene a qualche centinaio di anni dopo la crocefissione, non si avrebbe a che fare con uno scandalo marcinkusiano qualunque. Ma se su alcune domande del terzo millennio (“perché questo disvelamento in una sede di Parco nazionale, lontano da pulpiti e tabernacoli?”) si può dare una risposta (“Perché là sta Franco Iezzi ed è ovvio, che, dovendo spostare un lenzuolo oppure un presidente, si opti per il primo”) su altre il mistero è fitto e non disvelabile: “Quante copie della sindone circolano e in quanti altri Parchi nazionali sarà disvelata? E se non lo sarà in nessun altro, il Parco della Majella sarà sollevato dalla cura dell’orso per potersi fregiare del titolo di unico parco nazionale dotato di copia di sindone?”; “Si erigerà a Sulmona un monumento al disvelamento della Badia, sul modello “2000 & beyond” di Piazza Capograssi, oppure l’eco si spegnerà dopo gli ultimi scodinzolamenti della stampa cittadina?”; “Il mercato delle reliquie non era finito con gli ultimi avambracci e la ruggine del milionesimo chiodo estratto dalla croce?” ; “Fino a quando si abuserà della pazienza di una città prostrata e in declino?” “Con tutta la richiesta di spiritualità che sale dal mondo e la crisi delle vocazioni, è mai possibile che un cardinale si sposti da Roma a Sulmona per svelare la copia di una reliquia?”