SCONCERTANTE VISIONE DEL MINISTRO DEGLI ESTERI SUI CRIMINI DI GUERRA
31 AGOSTO 2025 – Il Ministro per gli affari esteri, Tajani, ha detto che “è ancora presto” per sancire misure contro lo Stato di Israele per i crimini di guerra che va compiendo a Gaza. Ha aggiunto, però, che bisognerebbe apprestare sanzioni contro i coloni (che spadroneggiano sulla terra dei palestinesi e compiono atti di terrorismo).
Sarebbe come prendersela con le famiglie dei piloti che guidarono le “fortezze volanti” angloamericane dalle quali furono sganciate le bombe sulla popolazione inerme rifugiatasi al “boschetto” davanti alla stazione ferroviaria di Sulmona il 27 agosto 1943 (120 morti); o a Isernia il 10 settembre 1943 (400 morti); o a Pescara il 31 agosto, poi il 14, il 17 e il 20 settembre e l’8 dicembre 1943 (3.000 morti; qualcuno afferma siano stati 6.000). La strategia era quella di abbattere il morale dei civili e costringere alla resa, secondo le tecniche di guerra che si chiamano appunto crimini fino a quando non le compiono i vincitori. Attualmente la strategia di Israele è quella di deportare i palestinesi dalla Palestina e i coloni non sono la causa del genocidio voluto solo e soltanto dai governanti eletti dagli israeliani, come i bombardamenti della seconda guerra mondiale sui civili e senza effettivi obiettivi militari furono voluti dalle “democrazie” angloamericane. Che un ministro degli Esteri, parente di Badoglio (uno dei protagonisti di Caporetto) dica cose del genere… ferisce ancora coloro che… sono morti alla stazione di Sulmona e muoiono a Gaza senza che neppure chi potrebbe gli chiuda il becco.






