LA FONTANA DI FEDERICO

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CONFUSIONI DI DATE E OCCASIONI MANCATE PER TROVARE CONNESSIONI ALLA MANIERA AQUILANA

30 AGOSTO 2025 – Mentre riempie un bottiglione da cinque litri alla fontana di Ponte d’Arce lungo la Statale 17 e poco prima di Pettorano, per ingannare il tempo un curioso legge la data incisa sulla pietra “A XIII” ed esclama: “Quanto è antica questa fonte: risale al tredicesimo secolo!”. Se fossimo stati Aquilani, gli avremmo detto che in effetti qui veniva a bere anche Federico II e avremmo avuto modo di aggiungere che da queste parti veniva ad esercitare l'”ars venandi cum avibus” (per Fabbricacultura: trattato sulla caccia con il falcone, scritto dallo stupor mundi. Ah, pardon: meraviglia del mondo era l’appellativo di Federico di Hohenstaufen. Dove sta Hohenstaufen? In Baviera); ma, siccome i Sulmonesi hanno il difetto del cinismo che pur sempre affonda radici nella valorizzazione del vero, abbandoniamo i sogni di gloria e facciamo rilevare che la data si riferisce al 1935, tredicesimo anno dell’era fascista.

Che poi, se vogliamo andare fino in fondo, Federico II concesse proprio il castello di Pettorano a suo figlio Federico; ma avremmo dovuto aggiungere che i rapporti tra questi e il nuovo imperatore Corrado IV (il padre dell’amato da tutti Corradino) furono rovinati dall’alleanza del “pettoranese” con il fratello Manfredi (il grande amico di Sulmona che bruciò L’Aquila nel 1253); e poi ancora che… Insomma, non c’era il tempo perchè il bottiglione era da un po’ colmo.

E poi: perchè sprecare fiato per chi confonde così platealmente le date, se questa fonte di Ponte d’Arce è crocevia di camionisti letterati?

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