STORIE DELLE FONTANE – IL CAMIONISTA E SANT’AGOSTINO

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SORPRENDENTE DIALOGO ACCANTO AL TIR

20 GIUGNO 2018 – Il camionista travasa paziente l’acqua della fontana di Ponte d’Arci, sotto Pettorano e lungo la SS 17, in un piccolo serbatoio dell’immenso autoarticolato. Ma è già al settimo o ottavo viaggio con un flacone di plastica che conteneva “Perlana” da un litro e mezzo e il serbatoio non si riempie. Alla domanda che Sant’Agostino (impegnato a riflettere e a capire il mistero della Trinità) avrebbe posto al bambino che travasava l’acqua dal mare con una piccola anfora e nella buca sulla spiaggia (“Pensi di poter travasare l’acqua del mare in quella buca?”), il camionista risponde con la stessa serafica sopportazione dell’angelo travestito da bambino, ma, invece di far notare che: “E’ più facile che io travasi l’acqua del mare in questa buca piuttosto che tu scopra il mistero della Trinità”, dice più semplicemente: “L’acqua non basta mai”. Che non è proprio un “fatti i cazzi tuoi”, ma è quasi una massima filosofica, tanto è semplice e vera.

Poi aggiunge: “Sempre così fresca?”; “Sì, lo diceva pure Ovidio, che visse la giovinezza a Sulmona duemila anni fa”. E a questo punto il filosofo e letterato, vestito da camionista napoletano come l’angelo era vestito da bambino, non si limita ad annuire o a chiedere chi fosse Ovidio, ma domanda e lascia sorpresi: “Ah, Ovidio era di qui?”.

Meglio non cercare spiegazioni, visto che un elettricista (ma almeno lui è di Sulmona) già ci recita a memoria i “Tristia” e parte delle “Metamorfosi”; la cultura, quella vera, sta dove meno te l’aspetti.

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