NUOVO GENERE DI CONSIGLIERE A COMANDO

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DOPO IL SINDACO YESWOMAN GLI INEDITI PROTAGONISTI DEL CONSIGLIO COMUNALE CHE DEVE ANDARE DESERTO

25 GIUGNO 2018 – C’è la concreta possibilità che il Consiglio comunale venga disertato per determinazione della stessa maggioranza. E si rende interprete di questa eventualità la consigliera di opposizione avv. Elisabetta Bianchi, per inquadrarla nel disegno dell’area dell’ex assessore regionale Gerosolimo di subordinare ai disegni del Cogesa (consorzio che dovrebbe curare la raccolta dei rifiuti nel centro-Abruzzo) ogni libera scelta del Comune e, in particolare dell’assise civica. Bianchi riconduce questi atteggiamenti alla volontà di “sottrarre il Sindaco dalle sue responsabilità, dal dibattito e da eventuali, sempre possibili, deliberazioni consiliari che possano intervenire prima dell’assemblea dei soci della partecipata che si terrà martedì 26 giugno prossimo, alla vigilia della seconda convocazione del Consiglio Comunale di Sulmona”. Sempre l’avv. Bianchi individua una “maliziosa e anomala convocazione all’ultimo minuto utile, a due giorni di distanza tra prima e seconda convocazione con in mezzo il giorno dell’assemblea del Cogesa SpA” e vi intravvede “inaccettabili scenari che mirano ad invertire, vanificandoli, i percorsi delineati dal regolamento sulla partecipata municipale e dalle leggi”.

Il panorama di questo scambio di priorità (quelle del Cogesa sovrapposte a quelle del Comune), come abbiamo già evidenziato, è di una gravità senza precedenti, almeno da cinquant’anni ad oggi, ed è segno di quanto la manovra per la trasformazione del Cogesa in “multiutility” venga giocata sul filo della strategia volta ad evitare il dibattito degli stessi enti che compongono il consorzio; cosa gravissima in democrazia ed ancora più grave se coordinata tramite ordini di scuderia di mandare deserta la seduta consiliare.

Fortunatamente si desta, tra gli stessi sindaci che hanno dimostrato simpatia per questo “Abruzzo insieme”, cioè per il civismo raffazzonato di Andrea Gerosolimo, un chiaro distacco, una marcia indietro rispetto ai primi, tiepidi consensi. E questi sindaci si sono riuniti nei giorni scorsi, quando si sarà parlato anche di questo maldestro tentativo di assoggettare un consorzio a logiche di mera esercitazione tra schieramenti e di mera affermazione di potere politico.

Se il Consiglio non si potrà riunire per mancanza del numero legale sarà un fatto gravissimo, che non chiamerà in gioco solo la responsabilità dell’ex assessore regionale, ma anche quella della sindaca, ridotta a non tenere una riunione del Consiglio, e dei consiglieri che, disertando, meriteranno, uno per uno, la qualifica di automi politici senza dignità.

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