SE D’ANTUONO PORTA L’INCENERITORE IN CONSIGLIO

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COMPATTA ALLEANZA POLITICA TRA DESTRA E SINISTRA PER INQUINARE LA VALLE PELIGNA – CHI DISSENTE VIENE PRESO PER UN ET

29 AGOSTO 2025 – Si è svolta nella sede della Camera del Lavoro in Vico del Vecchio l’assemblea indetta da gruppi ambientalisti per illustrare le problematiche connesse alla costruzione dell’inceneritore in zona industriale. Ad illustrare le ricadute sull’ambiente di un impianto del genere di quello che entrerà in attività tra un anno all’ingresso della città è stato Augusto De Sanctis, rappresentante del “Forum H2O”.

Il problema ancora una volta sarà quello di verificare la funzionalità dei filtri, che sono parte essenziale del processo previsto dalla pirolisi. E sarà quello, direttamente connesso al temperamento delle immissioni, anche filtrate, nell’atmosfera, degli orari di attività.

L’altro problema, istituzionale, riguarda la consapevolezza degli organi politici in ordine alla incidenza dell’impianto su una comunità che, seppure non fosse già gravata da altri agenti inquinanti, come lo è già il Cogesa e lo sarà la centrale di spinta della Snam, incontrerà pesanti difficoltà anche soltanto a sopportare la componente di scarichi dell’impianto approvato con sorrisi e illustrato con faccia tosta dalla giunta Di Piero, di sinistra, per intercessione dell’Arap di Mariella Iommi, di destra.

E’ questo l’incrocio letale per l’avvenire della Valle Peligna. Questo è il nodo politico, che i rappresentanti delle istituzioni, dalla Regione al Comune passando per le segreterie di tutti i partiti (con qualche sporadica e purtroppo insignificante eccezione sotto il profilo numerico), hanno tenuto ben saldo e non intenderanno sciogliere, sbandierando le opportunità occupazionali offerte dagli impianti inquinanti e tacendo sul fatto che si risolveranno in qualche decina di dipendenti. Quando possono, i presidenti di regione e i sindaci fanno finta di niente e lasciano che le pratiche seguano un percorso non tracciato o quanto meno non scrutabile, come è avvenuto per la Snam; oppure addirittura, come hanno fatto Chiodi e Marsilio sulla Snam, redarguiscono arrogantemente chi si impegna nella battaglia sull’ambiente; o come ha fatto Gianfranco Di Piero, compiaciuto di farsi riprendere con aria soddisfatta attorno al tavolo del suo studio senza sapere un fico secco dell’impianto che glorificava. Se poi sapeva e non ha detto dovrebbe essere inchiodato alle sue responsabilità, ma è già tornato nell’anonimato nel quale galleggiava da decenni e, quindi, non sconta neppure sotto il profilo dell’immagine politica la sua insipienza o la sua collusione (nessuno, infatti, gli rinfaccia di aver inaugurato il cantiere di Santa Rufina che taglia Sulmona dai collegamenti ferroviari tra Pescara e L’Aquila). Chi svende Sulmona e la tradisce politicamente non è soggetto a valutazione, tale è la velocità della rotativa che stampa nuovi volti per la politica. Qualcuno ha rinfacciato ad Annamaria Casini di aver taciuto sulla ipotesi di esclusione della Valle Peligna dal tracciato della autostrada Roma-Pescara? Se non fosse stato per lo “stop” che il Ministro Del Rio oppose alla follia di costruire sette gallerie da Bussi a Collarmele, il progetto del presidente di regione D’Alfonso sarebbe già esecutivo e non è detto che non lo diventi. I socialisti, anzi, accolsero festanti il sottosegretario Nencini che ne veniva a tessere le lodi proprio a Sulmona.

Quanto possa avere successo l’impegno dell’unico consigliere comunale Francesco D’Antuono presente ieri nella riunione di Vico del Vecchio è presto detto dall’esame di questo panorama; ha promesso di portare la discussione in consiglio comunale. Se lo farà, bisognerà prendere la parte buona della notizia; l’altra, riguarderà l’accoglienza che riserveranno al tema tutti gli altri consiglieri assenti ieri. ET sarebbe guardato con più familiarità in un consiglio comunale che parlasse di tutela dell’ambiente.

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