Consiglio comunale sulmonese in trasferta a L’Aquila per protesta

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Aula consiliare su punto-nascite

GIOVEDI’ SI VAGLIERA’ LA REAZIONE SUL PUNTO-NASCITE

3 APRILE 2015 – Una “mobilitazione generale” è stata indetta per giovedì prossimo davanti al Consiglio regionale, ove si terrà una riunione straordinaria del consiglio comunale. L’ha indetta il sindaco Giuseppe Ranalli a difesa del punto nascita e dello stesso ospedale di Sulmona. La manifestazione ha già avuto la adesione dell’ordine degli avvocati, con un comunicato diffuso dal presidente Gabriele Tedeschi per una partenza a bordo di pullman alle ore 12 del 9 aprile. Prosegue, intanto, la pacifica occupazione del municipio.

Di impronta diversa (l’una, quella della occupazione, promossa da gruppi politici contrapposti a quelli rappresentati in giunta, l’altra, il consiglio straordinario a L’Aquila, di diretta emanazione del sindaco), le due iniziative vanno sostenute con uguale determinazione, perché solo così la città può dare una risposta alla attuale fase di restrizioni in tutti i servizi pubblici a Sulmona: dal tribunale, alle caserme, all’ospedale. Tutti questi passaggi vengono propinati con il pretesto della riorganizzazione e della razionalizzazione, che come tali debbono passare al di sopra delle attuali ripartizioni territoriali. In questo senso, il capoluogo del centro-Abruzzo, Sulmona, può perdere tribunale, caserme e ospedale perché non detiene i numeri che ne legittimano la permanenza. Il discorso subisce deroghe per quanto riguarda una città defunta prima del terremoto, cioè L’Aquila, che dagli anni Settante è stata mantenuta con la tenda ad ossigeno mentre Pescara cresceva e si moltiplicava: tutti i servizi debbono accentrarsi su L’Aquila solo perché tre secoli fa ha ricevuto l’investitura di città-guida della provincia. Il punto-nascite avrebbe il proprio luogo di elezione a Sulmona, da dove potrebbe servire, data la centralità, città come L’Aquila, Chieti e i rispettivi circondari; stesso discorso varrebbe per l’università, che a L’Aquila viene mantenuta solo con la prospettiva di formidabili agevolazioni, indotte da normative ad hoc, costose per lo Stato e per le istituzioni.

Dunque, la protesta indetta da centro e sinistra, sostenuta anche da organizzazioni giovanili, deve avere il suo corso. Con una avvertenza: che non può mai risolversi in una assoluzione di persone e partiti che hanno ridotto Sulmona in questo stato. E, purtroppo, è proprio quello che Ranalli sembra voler fare.

scalinata del Comune