CORFINIO E IL PRIVILEGIO DI PERDERE CONTRO ROMA

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RIMASE NEL CUORE DEGLI ITALICI E ALL’ITALIA HA DATO IL NOME. UN LIBRO DI MASTRONARDI

3 EDICEMBRE 2013 – Nel suo “Viteliù”, che racconta la mitica epopea dei popoli italici, della loro unione per sconfiggere Roma, dell’ingresso di ogni peligno, sannita, vestino nella Roma dei “cives”, Nicola Mastronardi,

paziente e scrupoloso bibliotecario di Agnone, fermo sostenitore di una identità comune di Abruzzesi e Molisani, giunge ad ipotizzare uno sterminato accampamento di Spartaco sul Piano delle Cinque Miglia. La dà come una ipotesi probabile: di certo tutto quello che accadde tra il secondo e il primo secolo avanti Cristo nelle direttrici della Via Municia e della Tiburtina ha fatto di queste regioni il teatro del definitivo consolidamento di Roma e della sua proiezione alla conquista del mondo conosciuto.

Mastronardi di recente, a Roccaraso, ha illustrato anche le stragi dei Romani, il vero sterminio di giovanissimi italici: l’ha definita la “rivoluzione” che molti storici pensano non sia mai avvenuta in Italia. Avvenne e fu spaventosa: bastò quella perchè non se ne ripetessero altre. Fu quella che, guarda caso, dette origine all’Italia, ad incominciare dal nome che, come riportato nell’enciclopedia Treccani alla voce “Italia”,, era il primordiale nome di Corfinio, cioè di Vitelieu, “ove Italia nacque”, per dirla con il gen. Domenico Ludovico che con questo titolo ha ricostruito la vicenda della guerra sociale all’inizio del primo secolo prima di Cristo (300.000 morti in poco più di quattro anni).