Dagli spalloni ai narcotrafficanti il cammino della Guardia di Finanza

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DSCN0140CERIMONIA AL “PACIFICO” PER LA SEZIONE DI SULMONA

7 MAGGIO 2016 – Il momento più emozionante trentuno anni fa allo stadio fu il conferimento della bandiera alla sezione,

che poi la portò in tutta Italia, nelle ricorrenze delle quali è pieno il calendario delle Fiamme Gialle; la fase più commovente di questo “amarcord” al Cinema Pacifico ha coinciso con la lettura di una poesia di un finanziere, che ha accostato la lunga e sfibrante guerra ai contrabbandieri, fatta di sospetti, di ammiccamenti, di silenzi e di trappole, con la guerra che oggi per le Fiamme Gialle sembra quasi persa, ma che è l’unica a poter garantire i confini, questa volta metaforici, tra una società che combatte la diffusione esponenziale della droga e un mondo che sembra vivere della illegalità diffusiva e penetrante dello spaccio di sostanze stupefacenti.

Il finanziere ha composto quei versi con il cuore, ricordando gli assalti agli “spalloni” (cioè alle colonne di contrabbandieri stracarichi di “bionde”) e paragonandoli alla continua attività di “intelligence” dei flussi dei narcotrafficanti. Del resto, poco prima, il comandante della Regione Abruzzo, gen. Aniello, ha tratteggiato il parallelo tra quello che accadeva in Guardia di Finanza trent’anni fa, quando fu fondata la sezione ANFI di Sulmona (“con i verbali che si scrivevano a volte con la “Olivetti lettera 32” con le carte copiative e sette copie di “vergatina”, all’epoca nella quale anch’io ho mosso i primi passi nel servizio attivo”) e quello che accade oggi, con la elaborazione di dati e informazioni dalla complessità crescente.

Poi lo stesso gen. Aniello, ma anche il comandante della compagnia di Sulmona, cap. Falce e vari altri rappresentanti delle gerarchie regionali, hanno premiato con una medaglia gli undici reduci di quella fondazione allo stadio: trentuno lunghi anni, cioè meno del settimo segmento della lunga storia della Guardia di Finanza dal 1774.

Nella foto: il comandante della Regione Abruzzo gen. Aniello mentre rivolge il suo saluto ai finanzieri dell’Anfi di Sulmona