Donne in cerca di caricature

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PARADOSSALE SPRINT NELLE ULTIME ORE PRIMA DEL LIBRO DI MAIORANO

14 DICEMBRE 2014 – “Mi si nota di più se vado o se non vado?”

era la domanda del narciso, protagonista di un film di Nanni Moretti. Ed è ripresa negli stessi, identici contenuti di autoesaltazione dalle donne che si chiedono, da oggi fino al 19 dicembre, se siano state inserite nel libro di caricature di Mario Maiorano.

Oppure no.

“Una donna puoi tradirla, non dimenticarla”, cantava Mina negli Anni settanta. E adesso Mario Maiorano si trova nel guado di una scelta ormai irreversibile: questa e quella potrebbero essere rimaste fuori dalla 150 pagine dell’ ultima fatica editoriale. E potrebbero arrabbiarsi più di quelle sfregiate da nasi improbabili, fondoschiena sproporzionati, menti aeroportuali, zigomi rifatti. “Ma non è detto che non ci sia una estensione, per comprendere chi finora è rimasto fuori, tra gli uomini e le donne”. Cerca di rimediare l’artista, preannunciando un ravvedimento con l’ultima collezione, quella che dovrebbe portare a 600 i personaggi ripresi dalla vita quotidiana di una città caustica e affezionata ai suoi vizi della maldicenza e dell’invidia.

Ma un dato è certo: al di là di quante si riconosceranno nei tratti e nei colori (“persino nell’accostamento tra scarpe e borse” riferisce quando parla delle prime critiche ricevute), quella di Maiorano è arte vera, perché è la trasposizione della realtà con tanta intermediazione di cultura e di riflessione: “Io lavoro in Piazza XX Settembre o per il Corso”, osserva: “Mentre voi pensate che stia cellonando sotto a Ovidio, io assorbo e catalogo, seleziono e valorizzo” rivendica nella presentazione del libro oggi alla “Casa delle culture” davanti all’Annunziata. E si vede tutto questo investimento intellettuale: non è mai banale, il guizzo spunta soprattutto nel particolare. Quando meno te lo aspetti, quando la donna tratteggiata dà l’impressione di essere scampata all’esame, un nonnulla, una virgola scansionano un difetto che per anni si è cercato di ridurre e di sbiancare.  E’ l’arte caricaturale, bellezza.