LA RICERCA DELL’UOVO DI COLOMBO PER SALVARE I TRIBUNALI DI SULMONA E AVEZZANO
26 GENNAIO 2014 – Alla inaugurazione dell’Anno giudiciario, ieri davanti alla Scuola di Finanza di Coppito, gli avvocati di Sulmona hanno inscenato una manifestazione di protesta, esponendo uno striscione contro la soppressione del tribunale peligno.
Sul tema della revisione delle circoscrizioni giudiziarie, riceviamo e pubblichiamo:
“Egr. Sig. Direttore,
forse bastava un banale (semplice) atto amministrativo ( DPCM, DM, ecc..) per salvare i Tribunali di Sulmona e Avezzano!
Ripercorrendo le vicissitudini del caso di Urbino, il cui tribunale non é stato abolito perché la Provincia di riferimento si chiamava PESARO-URBINO (questa é stata letteralmente la risposta della Consulta), si doveva per tempo predisporre il cambio di nome della nostra Provincia: da Provincia dell’Aquila a Provincia di L’AQUILA- SULMONA-AVEZZANO (ASA) ed i nostri due Tribunali erano salvi, dato per scontato che L’Aquila era d’accordo, considerato che la Sig.ra Sen. Pezzopane é scesa in prima linea per salvare i tribunali di Sulmona e Avezzano!
Stando a quanto detto dai più, la semplice variazione del nome della Provincia non comportava una legge costituzionale con tutti i problemi della doppia lettura parlamentare tra Senato e Camera: bastava, come sopra ricordato, un semplice provvedimento amministrativo atteso che non si andava ad istituire una nuovo ente territoriale .
Chissà col senno di poi?!…
Con ossequi
Mimmo De Bellis”
Quello che purtroppo è da escludere è che L’Aquila consenta di cambiare il nome alla provincia. Sarebbe l’anticamera di un processo di trasformazione che porterebbe a cambiare anche il centro e la sostanza stessa della provincia, perchè tutto ruoterebbe intorno ad Avezzano: più persone, più industrie, più attività commerciali. E non di poco, ma di multipli.
Altro punto sul quale ci permettiamo di dissentire è che la “Sig.ra Sen. Pezzopane è scesa in prima linea per salvare i tribunali di Sulmona e Avezzano”. Se promettere di presentare un emendamento equivale a scendere in prima linea, mettere a ferro e fuoco un governo per un miliardo di euro che debbono arrivare a L’Aquila, come ha fatto Cialente, cosa vuol dire? E poi non dimentichiamo che quando gli aquilani vanno in prima linea tolgono il tricolore per ottenere ciò che chiedono; e lo rimettono al balcone del municipio solo se ottengono quanto chiesto. Del resto, Giovanni Lolli, già deputato della Repubblica (italiana, non aquilana) ha detto chiaro e tondo che “L’Aquila sta prima di tutto”, quindi probabilmente anche prima delle regole…






