1 GENNAIO 2012 – Il tema è grande e impegnativo: per questo bisogna essere chiari. Se per la amministrazione degli immobili comunali si deve pervenire alla costituzione di un fondo di gestione basato sui flussi di cassa, si dica che si vuole fare un fondo che si mantiene sugli affitti (per esempio) o su qualche altra cosa (e si dica quale). Se si dice che si farà un “project financing” o “project finance”, si fa quello che facevano i genitori del premio Nobel Elias Canetti che, quando non volevano essere “intercettati” dal figlio, parlavano in un’altra lingua (come ci racconta nella “Lingua salvata”).
Su questo sito siamo molto parchi nell’uso dei termini stranieri, cercando di collocarci fra i seguaci di Leonardo da Vinci. Questi affermava nel “Codice di Windsor”: “I’ho tanti vocaboli nella mia lingua materna, ch’io m’ho più tanto da doler del bene intendere le cose, che del mancamento delle parole colle quali io possa bene esprimere il concetto della mente mia”. Non per niente questa frase è ripresa in ogni frontespizio dei venti volumi del “Dizionario enciclopedico della lingua italiana” di Salvatore Battaglia, edito tra gli anni Settanta e gli anni Novanta dalla Utet, cioè la “summa” dell’Italiano. Dunque, se il Comune vuol costituire un fondo che si regga da solo finanziandosi con la cassa degli immobili, applaudiamo subito perchè non dovrebbe portarci altre tasse. Se ci dice che deve fare “project financing”, prima di capire cos’è mettiamo la mano alla pistola.





