“DOPO ANNI DI SPRECHI, IL COGESA RIDUCE I SERVIZI”

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ASSURDA DECISIONE CHE SAREBBE VOLTA A CONTENERE LE SPESE – MA LA CONSIGLIERA DI MAGGIORANZA AL COMUNE DI SULMONA, TERESA NANNARONE, RITIENE INTOLLERABILE LA SCELTA E CHIEDE CHIAREZZA ANCHE CON L’ACCESSO ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA

30 DICEMBRE 2022 – La goccia che ha fatto traboccare il vaso è la riduzione dei turni di raccolta di “secco residuo” e vetro. Da gennaio il Cogesa non passerà più una volta alla settimana, ma due volte al mese; e la consigliere comunale Teresa Nannarone vi ravvisa “l’ennesimo affronto di una conduzione che in continuità con la precedente considera la società “cosa sua” e non certo una partecipata con regole precise da osservare e rispettare”. E’ la goccia che ha fatto traboccare il vaso perché giunge dopo “Il tentativo di aumentare le tariffe, bocciato dalla attuale amministrazione, l’apertura di una procedura senza avvisare i soci”, tutte condotte che non sono in linea con lo “spreco continuo e costante di denaro pubblico per consulenze e servizi di dubbia legittimità”.

Ma la riduzione della raccolta non è la sola, insopportabile conseguenza delle gestioni che si sono succedute negli ultimi anni: “Come consigliere comunale e presidente di commissione ho raccolto in questi mesi documentazione sufficiente per dimostrare come il fine non sia stato quello di amministrare la società nella trasparenza e nell’interesse dei cittadini e del territorio, né quello di attuare una politica dei rifiuti attenta e innovativa nel processo, ma di raccogliere quanta più “spazzatura” possibile”; e anche per questo Nannarone continuerà “a chiedere chiarimenti e a prendere posizione, compresa la richiesta di visionare il fascicolo penale aperto dalla Procura della Repubblica sul danno ambientale per verificare anche quali correttivi siano stati poi apposti dal CdA successivamente all’avviso della conclusione delle indagini”.

Ora bisognerà vedere cosa diranno gli altri consiglieri di maggioranza, perché il quadro tracciato dalla loro collega è molto allarmante: “oggi il prezzo di siffatta gestione dovrebbe essere pagato da noi e dai figli dei nostri figli in termini di costi, disservizi, danno all’ambiente e forse anche alla salute” .

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