Gli architetti non si fanno bacchettare

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PEPATA RISPOSTA A FABIO PINGUE CHE PARLAVA PER I CONSIGLIERI DI MAGGIORANZA A CASA LORO

22 MAGGIO 2017 – Il giro di telefonate che l’assessore regionale Andrea Gerolosimo ha fatto tra gli ordini professionali ha ottenuto l’effetto opposto

e i protagonisti delle ultime riunioni non si sono tenuti l’indignazione: per ora orientano il loro sdegno verso lo sgrammaticato (e  barcollante sotto il profilo logico) documento approvato dai “consiglieri di maggioranza” al Comune, che hanno scritto sotto ispirazione dell’assessore Gerosolimo per mettere una pezza allo strappo tra cittadinanza e Comune.

Il Presidente dell’Ordine degli Architetti dell’Aquila, Edoardo Compagnone, oggi diffonde una risposta durissima: “Apprendo con stupore dalla stampa locale le dichiarazioni fuorvianti rilasciate in un comunicato dai Consiglieri di maggioranza del Comune di Sulmona, sulla “presunta” strumentalizzazione politica di un Ordine Professionale: ribadisco come l’Ordine negli incontri avuti con il Sindaco Annamaria Casini, ha evidenziato la necessità di snellire alcune procedure che portano gli iscritti, il più delle volte, a vedere liquidate le proprie competenze persino anche dopo 12 mesi; questo “andazzo” riveste anche una problematica sociale di cui l’Ordine si deve far carico e rappresentare a tutti i livelli”.

Una correzione va fatta, anche se non cambia la sostanza: Compagnone parla di “Consiglieri di maggioranza del Comune di Sulmona”, ma in effetti il comunicato che è circolato sabato nelle redazioni è firmato solo da “Consiglieri di maggioranza”. Dunque potrebbero essere consiglieri della maggioranza a casa loro, oppure nei “tavoli che contano”, da loro stessi evocati per metterli in contrapposizione ai network; tanto più che non c’è un nome in calce al documento, che perviene dall’account di uno solo: Fabio Pingue. Già circolano voci che a scriverlo sia stato solo lui; già più di uno si è dissociato e non se la sente di passare gli esami di grammatica e di logica elementare se qualche professore lo legge.

Ma è opportuno non interrompere per molto Compagnone: “Faccio inoltre presente – continua il presidente degli architetti – che cercare di spostare l’attenzione su altri argomenti, non attinenti e non rispondenti alle necessità che stanno investendo tutti gli operatori del comparto dell’edilizia ed affermare che va tutto bene, non giova soprattutto alla credibilità di chi ha rassicurato l’Ordine sulla imminente risoluzione delle criticità poste. Concludo infine ricordando che comunque ad oggi ancora non vengono istruiti gli oltre 500 progetti della ricostruzione post sisma, giacenti sulle scrivanie del Comune e che ancora non vengono istruiti gli oltre 70 progetti sulla riduzione del rischio sismico giacenti da circa un anno all’interno di Palazzo San Francesco; progetti che qualora approvati potrebbero dare un po’ di respiro alla nostra categoria professionale ed a tutto l’indotto ed inoltre attenuare il disagio sociale dovuto alla crisi economica particolarmente forte in questa area”.

Se sono sberle colpiranno.

Ma viene una prima conferma sulla definizione che abbiamo anticipato in merito a questa iniziativa di spaccare il fronte dei professionisti. E’ stata una manovra imprudente e comunque non lungimirante da parte dell’assessore, che si è caricato sulla sua persona tutto il malcontento delle categorie produttive di Sulmona, mentre avrebbe potuto lasciarlo scivolare sulla sindaca come ha fatto da quando è stata eletta e per questo l’ha candidata. La valvola di sfogo della manifestazione indetta dagli ordini professionali, dai commercianti, dagli artigiani, insomma da tutta Sulmona poteva servire ad evitare il peggio. Adesso andare a dire che si faranno i lavori e si pagheranno le parcelle ha il significato di una specie di burla; l’incontro con la sindaca a questo punto è da evitare perché potrebbe risolversi in una corrida, vista l’esasperazione che questo modo di amministrare ha determinato tra i cittadini e soprattutto tra le categorie (una volta) produttive. Soprattutto questo modo di prendere in giro i rappresentanti di categoria, dopo che hanno stilato ed approvato all’unanimità un documento, farebbe scomporre pure un filosofo (e si sa che, per esempio,  gli avvocati non sono filosofi, né tanto meno lo sono i geometri, neanche a parlarne per i commercianti; e vogliamo mettere gli artigiani?).

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