IL DESTINO DELLE ACQUE ABRUZZESI NON RIGUARDA SOLO BUSSI

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I SETTEMBRE 2014 – Finalmente qualcuno lo dice anche nel dibattito generato dalla proposta del Commissario Goio per la destinazione del sito di Bussi dove sono state interrate migliaia di tonnellate di rifiuti velenosi. Augusto De Santis, in una intervista rilasciata oggi, ha escluso che ci si possa ancora illudere di ragionare in termini di conservazione di una discarica a Bussi Officine, dove confluiscono le acque di mezzo Abruzzo.

Finora questo dato determinante è stato trascurato da tutti coloro che sono intervenuti per indicare un futuro alla Valle del Pescara che a Bussi ha proprio un tratto iniziale. Finora la tematica è stata affrontata con la prospettiva che occorre tutelare la popolazione di Bussi, quando invece, come purtroppo i fatti dimostrano, la popolazione di Bussi non ha mai posto al primo piano la tutela della natura e non si è mai fatta scrupolo di accogliere industrie inquinanti o di accettare che a Bussi Officine si costruisca un mega-cementificio. Inutilmente abbiamo evidenziato già due anni fa che il problema è di tutta la Regione e non deve avere maggior peso la valutazione del rischio di una zona rispetto a tutto il territorio regionale, perché è il bacino idrico più grande d’Abruzzo (e forse di tutto l’Appennino) quello che confluisce a Bussi da: Altopiani Maggiori (con il Gizio), Valle del Sagittario (con il Sagittario), Majella (con il Vella), Valle dell’Aterno addirittura dall’Aquila (con l’Aterno), versante Sud del Gran Sasso (con il Tirino), Valle del Pescara (con le sorgenti del fiume a Popoli): v. “L’acqua va al mare, ma il vento dal mare risale” in questa stessa SEZIONE del sito (nella foto del titolo il Pescara a Popoli).

Se tutto questo bacino riceve veleni da discariche interrate a Bussi è un problema solo degli abitanti di Bussi?

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