SE UN’ORSA A PESCOCOSTANZO NON SI PUO’ NEPPURE ABBEVERARSI ALLA FONTANA IN PIAZZA

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TANTA DIFFIDENZA PER LA COMPARSA DEL PLANTIGRADO IN PIENO CENTRO

28 AGOSTO 2014 – L’orsa Peppina si è abbeverata alla fontana della piazza di Pescocostanzo. Ieri mattina, intorno alle 7 (qualcuno dice alle 8) il plantigrado si è affacciato in paese e se ne è poi andato, lasciando solo sbigottimento e qualche attimo di paura.

Qualcuno dei presenti si è rifugiato in chiesa; la titolare di un bar in piazza si è barricata nell’esercizio.

Ma perché di un tipo scontroso si dice che “è un orso”? Un’ ospite così ben disposta che cosa dovrebbe dire di un’accoglienza così gelida? Tra l’altro, pare che la malcapitata sia stata vittima di un investimento alcuni mesi fa a Pettorano e, quindi, l’idea di andare a bere proprio nella fontana del paese si può ricollegare anche ad una certa confusione mentale, quella che i legulei chiamano “sindrome da risarcimento”. Ma se un’orsa venisse a bere al Vaschione, il sindaco di Sulmona non le stringerebbe la mano? E Di Masci le strillerebbe addosso come faceva in consiglio comunale contro Lando Sciuba? E Franco Iezzi non considererebbe l’evento “giusto coronamento di una politica di attenzione per la vocazione turistica dei Comuni a ridosso dell’area del Parco, che quest’anno è passata per la valorizzazione della linea ferroviaria Sulmona-Carpinone, con il percorso del vagone presidenziale, mentre l’anno scorso aveva puntato sul corso integrato per le erbe medicamentose cantate da Ovidio su suggerimento di Galeno che è nato un secolo e mezzo dopo Ovidio”?

Da queste piccole cose, dal modo di accogliere un’orsa, si vede che Sulmona è una città rispetto a Pescocostanzo.

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