9 MARZO 2026 – Nell’era contraddistinta dall’apparire (sui siti internet) più che dall’essere, può capitare che si scatenino campagne… devianti, come quella che di recente ha colpito “Il Vaschione” (nella foto del titolo uno screenshot inviatoci da un premuroso lettore), pur con tutta la buona volontà di chi cura il sito e di chi lo protegge da attacchi di varia natura. Non siamo alla ricerca ossessiva dei “contatti”, ma quello che appariva fino a qualche giorno fa (o ancora adesso appare, non sappiamo) è indice certamente di pirateria. Figuriamoci chi vuole appropriarsi di informazioni personali, se dal primo numero abbiamo orientato il flusso di notizie verso i lettori, alla maniera della stampa inaugurata dal “Caffè” dei fratelli Pietro e Alessandro Verri nel XVIII secolo, piuttosto che rapportarci alla tecnica dei vampiri che succhiano primizie o cose molto riservate e le riciclano alle banche-dati.
Intanto, questi sgambetti ottengono il risultato che i lettori meno determinati, quelli che non tentano e ritentano fino ad aprire il guscio per deliziarsi del contenuto, non leggono più o leggono altrove fatterelli di cronaca giudiziaria e tanta pubblicità. Pazienza, non sono quelli che costituiscono il target del giornale.






