MOSTRA INTERNAZIONALE ALLA “GALLERIA” FINO AL 20 SETTEMBRE – LE OPERE ISPIRATE ALLE INTRAMONTABILI “METAMORFOSI”
2 SETTEMBRE 2026 – Chiuderà il 20 settembre la formidabile mostra di tutte le opere d’arte ispirate alle Metamorfosi di Ovidio, allestita alla Galleria Borghese di Roma.
Dopo il successo riscosso al Rijksmuseum di Amsterdam, approda infatti nella capitale “Metamorfosi. Ovidio e le arti”, che riunisce oltre ottanta capolavori provenienti da prestigiosi musei europei e americani per raccontare l’influenza straordinaria esercitata dalle Metamorfosi di Ovidio sull’arte di ogni epoca.
Tutto incomincia con il Caos primordiale, dalla nascita del mondo e dall’ordine che emerge dalla materia informe. Opere di artisti come Hendrick Goltzius, Auguste Rodin e Constantin Brâncuși interpretano l’idea della creazione. Di “Apollo e Dafne” si possono vedere le forme di Antonio del Pollaiolo e di Gianlorenzo Bernini, già conservato nella Galleria.
Attorno al monumentale “Ratto di Proserpina” di Gian Lorenzo Bernini si sviluppa invece una sezione dedicata al mondo sotterraneo di Plutone, con le opere di Agostino Carracci e Pieter Paul Rubens.
Non potevano mancare: Aracne, sfortunata “competitor” nell’arte della tessitura; Leda e il cigno, con opere ispirate alle invenzioni perdute di Leonardo e Michelangelo; la Danae di Correggio, uno dei vertici assoluti della pittura rinascimentale.
Pigmalione, che sembra segnare il traguardo sperato da ogni artista: per lui, infatti, “l’arte è così perfetta che non si vede” (“ars adeo latet arte sua“) e il dispiacere del protagonista è proprio quello di scoprire che quella creatura è inanimata, mentre sembra viva al punto da nascondere l’artificio. Perseo e Medusa: la trasformazione è sanzione davvero eccessiva, che muove alla compassione e alla condivisione, quasi, di un destino patrigno. L’esposizione si chiude con opere di Tiziano, Nicolas Poussin dedicati a Narciso ed Eco.
Tutto si svolge nella Galleria voluta dai Principi di Sulmona: Marcantonio Borghese fu istituito principe da Papa Paolo V, che ha anche decretato l’indulgenza (mai revocata) lucrabile attraversando il passaggio sotto il portale della Trinità nei giorni di San Giacomo, della Trinità e dell’Assunzione, ma nessuno (o quasi) lo sa perchè bisogna celebrare la “Perdonanza” aquilana, revocata da Bonifacio VIII.






