10 SETTEMBRE 2026 – “Non mi fanno fare niente. Non rispondono neppure alle richieste, non si capisce che vogliono” ci disse sconsolato Edoardo D’Andrea dopo l’ennesimo tentativo di ottenere un permesso (autorizzazione? concessione?) dal Comune per mettere mano al “Palazzo Sanità” più antico, quello che affaccia su Via Solimo e su Corso Ovidio. E’ lo stesso palazzo dal quale pendono sinistramente pezzi di cornicione e sul quale fioriscono piante ormai radicate negli interstizi della muratura oppure spuntano dalle finestre con gli infissi infranti. Oggi, finalmente, un intervento per metterlo in sicurezza (nella foto del titolo) ad opera del figlio del compianto imprenditore di Pratola Peligna, protagonista di molti restauri a Sulmona e in diverse altre città. Cinquant’anni fa precisi la situazione era meno grave: eppure il traffico fu deviato su Vico Quercia e Via Papa Innocenzo VII per l’estate intera e buona parte dell’autunno prima che il barone Fabrizio Sanità completasse i lavori di rifacimento del tetto; e ci andò di mezzo pure il mite muratore La Morticella, che avrebbe dovuto curare la manutenzione e si trovò davanti al giudice penale, peraltro uscendone indenne.
Una sistemazione a questo palazzo del dodicesimo secolo andrà pur garantita: perchè è uno dei pochi che ha conservato la struttura autenticamente medievale, pur con l’aggiunta di parti del tardo Seicento e dell’Ottocento.







