Il dott. Stranamore progetta i restauri del Bimillenario

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SAREBBE STATO TUTTO PRONTO PER L’ANNO DELLA CAPITALE DELLA CULTURA

21 OTTOBRE 2015 – Se poco poco gli esaminatori della candidatura a Capitale della cultura 2017 avranno cercato riscontri,

si saranno resi conto  che gli eredi di Publio Ovidio Nasone ne hanno ripreso quasi per intero le capacità imaginifiche (come direbbe D’Annunzio). Nella relazione che accompagna il progetto si legge del recupero dell’ex convento di Santa Caterina, nel “quadrilatero” che comprende, tra l’altro, il cinema Pacifico. Qui “nascerà un polo culturale, che ospiterà : sale multimediali dove poter conoscere la figura di Ovidio attraverso contenuti video e audio fruibili mediante le diverse possibilità offerte dalle nuove tecnologie, quali ad esempio utilizzo di tablet, proiezioni touch anche a parete, e una sezione dedicata, invece, esclusivamente alla sua produzione letteraria – sale lignee, dove saranno esposti con possibilità di consultazione libri del ‘500 e ‘600 di proprietà del Comune di Sulmona; – un caffè letterario e un bookshop”. Non nel terzo millenario della morte di Ovidio, nel secondo. E questo è accompagnato da un prospetto, nel quale si danno per scontati gli esborsi di Regione Abruzzo per 550.000,00 euro, del Comune di Sulmona per 300.000,00 euro, ancora del Comune di Sulmona per 424.000,00 euro e Camera di Commercio dell’Aquila per 250.000,00 euro. Quando si parla del 201, poi, i gufi non credano che ci si riferisce al dicembre di quell’anno: il “Museo Ovidio” sarà inaugurato nella seconda settimana di gennaio (“‘Mo me lo segno”, diceva Troisi in “Non ci resta che piangere”).

Poi c’è una “Industria della cultura” al Palazzo Pretorio (quello, per intenderci, dove stava prima il Centro Servizi Culturali , poco prima della Fontana del Vecchio), per il quale il Comune sta solo aspettando di erogare 1.650.000,00 euro. Non si vede ancora l’ombra di una impalcatura se non di quelle che finora servono a trattenere le pietre e gli intonaci che precipitano dall’alto. Ma, anche se il 2017 è tra un anno, come dubitare che la Capitale della cultura vi avrebbe ospitato tutte le associazioni culturali e, al pian terreno “botteghe artigianali per la lavorazione orafa e dei confetti”?

Ma, se giriamo l’angolo, c’è l’ex collegio dei gesuiti (e sede del Liceo Classico) per il quale il Comune ha già contati e pronti euro 4.117.211,12, che aspettano di essere trasformati in calcestruzzo, pavimenti e infissi, prima di essere usati come “argent de poche”. Pochi mesi e sarà tutto pronto per biblioteca, liceo, aula magna, caffè letterario. Paura che gli europei che si riconosceranno nella capitale della cultura e visiteranno Sulmona troveranno qualche ritocco di intonaco ancora fresco? Macchè: prima del 2017 si potranno fare due restauri del Collegio Ovidio, se si accelera anche tre. In questa progettualità vediamo tanti influssi di Renzi, che aveva detto di mettere mano alla riforma della giustizia in cento giorni per poi correggersi in mille; oppure di D’Alfonso, che già vede collegata Pescara con L’Aquila in un’ora di treno. Che non ci fosse lo zampino dei due? Tanto più che, un po’ avanti, si dà per scontato “Cansano: completamento di infrastrutture per il turismo en plein air”, “Bugnara: realizzazione del Parco urbano per la collettività”, “Valle del Saggittario (con due g, perché forse a L’Aquila si dice così) – Introdacqua. Progetto per la realizzazione di un centro polifunzionale di alto contenuto di innovazione tecnologica e Museo della Musica”.

A chi doveva selezionare le candidature Sulmona, più che capitale della cultura, sarà apparsa la terra del dott. Stranamore.