La sindaca se la prende con gli assessori di prima (che sono anche i suoi)

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I PROFESSIONISTI PUNTUALIZZANO E RESPINGONO AL MITTENTE LE INSINUAZIONI. E LA VERA OPPOSIZIONE NON ENTRA A PALAZZO SAN FRANCESCO

28 LUGLIO 2017 – La sindaca Anna Maria Casini viene rincorsa da più parti perché chiarisca il senso delle sue ultime dichiarazioni

sulle responsabilità degli ordini professionali per la lentezza o addirittura la paralisi delle pratiche amministrative nel settore dell’edilizia: “Non riesco a definire con un aggettivo significativo che non rasenti l’indignazione le sue dichiarazioni alla stampa a consuntivo della giornata di ieri” le scrive in una lettera aperta il geom. Luigi D’Alessandro a nome del Collegio dei Geometri e Geometri laureati della provincia dell’Aquila. “Oltre al solito ritornello delle “colpe delle passate amministrazioni” Lei aggiunge testualmente: “Agli ordini professionali, che ci criticano, ricordo che anche loro hanno responsabilità di ciò che si è verificato”. Quali sarebbero queste responsabilità? “ le chiede D’Alessandro, rispedendo al mittente “accuse e insinuazioni che non hanno alcun fondamento e con le quali si cerca di fare filtro e scudo alle grandi responsabilità dell’Amministrazione in merito allo stallo degli uffici comunali, con particolare riferimento alle competenze sul sisma”. D’Alessandro ricorda che negli ultimi sei mesi gli ordini professionali si sono messi a disposizione per contribuire con idee e presenza alla risoluzione degli evidenti problemi della macchina amministrativa, che invece ha mostrato di voler fare autonomamente quello che sembra sappia fare meglio…nascondere le proprie responsabilità”.

La tattica della sindaca di picchiare duro con le persone o le istituzioni che si contrappongono ad una interpretazione accomodante della condotta amministrativa e ad una valutazione conciliante dei molti difetti dimostrati comincia a dare i suoi frutti perversi: e le aggressioni agli oppositori o ai semplici professionisti neutrali provocano reazioni ancora più dure, come questa del geom D’Alessandro e quella, delle ore precedenti, dell’arch. Compagnone che ha preso uno per uno gli argomenti portati da Casini per dimostrare che la verità non era proprio quella che lei raccontava.

Si verifica in queste settimane che la opposizione che non viene portata nel Palazzo comunale viene sostenuta e incentivata da quella che per convenzione si definisce la “società civile”: più semplicemente, dalle persone che non possono tollerare ancora la totale mancanza di risposte alle tematiche della città. Il consiglio comunale si è esteso al di là dell’aula consiliare e degli orari di celebrazione di un rito stantìo. Sindaco e assessori vengono presi di petto sui giornali e su internet, perché l’opposizione (che pure ha ricevuto i suoi voti proprio per fare qualcosa) è totalmente assente (se si eccettuano le iniziative dell’avv. Bianchi per Forza Italia e, in misura ancora meno evidente, del dott. Balassone per Sulmona Bene in Comune).

Ma è palese nella lettera di D’Alessandro, come è stato lampante nell’ultima lettera di Compagnone, che il malcontento non può essere represso, né tanto meno liquidato con due o tre frasi acide della sindaca.

La verità, per la Sulmona di adesso, sta proprio nel fatto che persone squalificatissime si sono conservate come assessori dopo aver collaborato da assessori nelle giunte di Federico e di Ranalli. E questo Compagnone l’ha proprio detto a chiare lettere, facendo i nomi e i cognomi (non solo degli assessori, ma anche di vari consiglieri). Se il risultato è quello che sta sotto gli occhi di tutti, non può sorprendere che il bilancio di un anno di nuova giunta sia passivo; e di molto passivo. Ma Casini aveva promesso innovazione rispetto a Ranalli; e Ranalli aveva fatto altrettanto rispetto a Federico. Come mai questi personaggi si ripropongono (come i peperoni) ? Perché digerirli è certamente difficile; e, anche, perché accantonarli fa tanto dispiacere  alle piccole lobby che li sostengono e a certi elettori che sperano tanto di avere l’agognato rapporto preferenziale con le stanze del potere. Ce la vogliamo dire tutta?

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