Protesta a L’Aquila contro il piano sanitario

251

SEL E SBIC SI MOBILITANO SU DUE FRONTI CONTRO IL SILENZIO DEL CONSIGLIO COMUNALE

20 LUGLIO 2016  – Protesta davanti al Consiglio regionale oggi pomeriggio

e successiva assemblea permanente si prospettano con il “mo’ bast” che da oggi una parte della minoranza organizza contro il piano di riordino sanitario esaminato ieri in una riunione aperta al pubblico nell’aula consiliare del municipio. Capaldo di SEL ha fornito una lettura del tutto diversa da quella proposta dal sindaco Casini e dall’assessore regionale Gerosolimo nella conferenza stampa della mattina a Palazzo Mazara. Il “confronto diretto con D’Alfonso” è considerata l’unica strada dopo che il Consiglio comunale non si è formalmente espresso prima dell’assise regionale di oggi. Le partenze in pullman alle 13,30 sono previste da Piazza Rugeri (Fontana Japasseri) e davanti al centro commerciale “Il borgo”.

Sul piano regionale interviene anche Sbic, che osserva come  “si continua a confondere con le possibili impostazioni future che la Giunta, il Consiglio Regionale ed il Governatore Luciano D’Alfonso daranno (forse) alla Sanità abruzzese. – Nessun caso di omonimia… ma, soprattutto, nessuna creazione di atti propedeutici per la salvaguardia vera e propria di ospedali come quello di Sulmona. Solo declassamenti, oltretutto in deroga al decreto ministeriale che, se applicato alla lettera, lascerebbe in Abruzzo ben poca sanità. – Alcuni componenti della Giunta Regionale continuano a fare incontri ristretti con i rappresentanti sindacali o delle categorie dei medici, degli amministratori dei così dettistakeholders, dimenticando che i veri “portatori di interesse” in sanità sono i cittadini che usufruiscono dei servizi e che, come sempre, sono gli ultimi ad essere informati delle scelte che si abbatteranno sulle loro vite o, peggio ancora, spacciando  promesse politiche come se fossero atti già definitivi. Ecco quello che abbiamo chiesto alla Sindaca di Sulmona: creare un atto che dichiarasse chiaramente la contrarietà al declassamento come riportato nel decreto 55; informare i cittadini delle possibilità di sviluppo o di perdita; gettare le basi per una progettualità territoriale”.