Quattro emergenze attendono il voto di maggio

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Con le dimissioni dei consiglieri di minoranza si è sostanzialmente aperta la campagna elettorale, che durerà molto di più del periodo formalmente previsto dalla legge.

 

L’ultimo quinquennio di amministrazione ha mostrato alcune emergenze della città di Sulmona. Una sintesi conduce ad individuarne quattro che richiedono una seria considerazione e, soprattutto, una terapia d’urto che impegni la prossima giunta comunale.

CENTRO STORICO. Sebbene si siano succeduti interventi per la cura ed il restauro conservativo di alcuni monumenti e non si possa dire che l’offerta turistica sotto questo profilo non sia migliorata, per merito anche dell’avvìo della raccolta differenziata dei rifiuti che ha consentito un indubbio recupero sanitario ed estetico, nel suo complesso l’area urbana compresa nella cinta muraria è rimasta esposta ad un galoppante degrado, tanto che si può ritenere la zona di conquista per una incontrollata diffusione di intrattenimenti del tutto avulsi dal contesto culturale di Sulmona. Nessun intervento di programmazione, sotto altro aspetto, ha consentito di invertire la tendenza allo spopolamento, che solo in parte può essere ascritta al terremoto del 2009.

PATRIMONIO COMUNALE E FINANZA LOCALE. I tentativi di sgravare la gestione dei beni appartenenti all’ente locale, tramite la vendita di quelli ritenuti non strategici, sono rimasti senza risultati apprezzabili. Per parte sua, il Comune non riesce a curare la manutenzione di tutti gli edifici e nessun sostanziale beneficio deriva dalla imposizione fiscale. Una più incisiva opera di dismissione è auspicata anche in vista della indispensabile inversione di tendenza nel patrimonio abitativo del centro storico, legato alle tematiche della prima emergenza.

CULTURA. Il Comune ha conservato un ruolo propositivo nella organizzazione di manifestazioni culturali ed ha realizzato una regolamentazione per l’uso dell’ex “cinema Pacifico” basata su criteri oggettivi. Non ha conquistato il ruolo di coordinamento delle iniziative delle molte associazioni del settore, che sono così destinate a rimanere episodiche. Più che di un “ente manifestazioni” auspicato nei decenni passati, si avverte la carenza di una “consulta delle associazioni culturali” che consenta di valorizzare lo spontaneismo, da recepire come una risorsa della cultura e da non irreggimentare in strutture burocratiche.

OCCUPAZIONE. Sebbene costituisca la principale emergenza dell’Italia e dell’Abruzzo (regione nella quale i livelli occupazionali sono crollati di un terzo in un solo anno), solo marginalmente implica un ruolo decisivo del Comune, che però è chiamato ad incidere nello sviluppo di attività imprenditoriali, anche attraverso la semplificazione e l’accelerazione delle procedure, ma soprattutto attraverso il miglioramento dei servizi. In questo senso può essere utile l’incentivazione del trasferimento all’esterno di alcune attività dell’apparato comunale.

Su queste emergenze chi frequenta questo sito può inviare la sintesi di esperienze e opinioni, scrivendo da qui al 10 aprile a: info@ilvaschione.it, oppure a: gelidis.undis@fastwebmail.it, per concorrere alla stesura di un programma della campagna elettorale dal basso, quindi su indicazioni della cittadinanza.

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