ALLISCIA D’ALFONSO, SI DIMENTICA DI CHE PASTA E’ FATTA FORZA ITALIA E SCUDISCIA IL SINDACO CHE ESPRIME OPINIONI
13 APRILE 2015 – Il “Presidio civico” di Palazzo San Francesco, costituito dagli occupanti della sala consiliare, prende posizione sui “rumors” delle ultime ore in merito alla battaglia per la conservazione del punto-nascite”.
“Alla luce dell’incontro pubblico di sabato pomeriggio con il Presidente Luciano D’Alfonso nell’aula consiliare del Comune di Sulmona, alla presenza informale anche del Presidente del Tribunale di Sulmona, precisiamo che non ci sono state né aggressioni, né atti violenti e né scempi, ma solo e soltanto una sana, forte e pacifica contestazione della città e del suo comprensorio scatenata dall’incapacità del Presidente D’Alfonso di dare le risposte concrete che tutti si attendevano.
Ranalli assente all’incontro, come suo solito, sbaglia modi e tempi di intervento e comunque si dimostra incapace di fare un straccio di strategia. Definire una “pulcinellata” la venuta a Sulmona di D’Alfonso ci sembra veramente fuori luogo. Lo stesso D’Alfonso ha definito democratica la contestazione di un territorio che, diversamente da alcuni esponenti politici locali, non vuole rassegnarsi dinanzi ad un Decreto di soppressione del punto nascita dell’Ospedale.
Ranalli dice il falso quando afferma che in Comune non sapevano nulla dell’arrivo di D’Alfonso in città. Lo dimostra una mail inviata a tutti i consiglieri comunali contenente la richiesta di incontro costruttivo inoltrata dal Presidio Civico al Commissario ad Acta a latere della manifestazione presso l’Hotel Meeting, appuntamento tra l’altro annunciato dagli organizzatori della conferenza da diverse settimane e confermato negli ultimi giorni. Ranalli come nel suo stile continua a far finta di cadere dalle nuvole quando gli eventi non depongono a favore delle sterili logiche del suo partito. Una cosa è ora di dominio pubblico: solo lui non ha preso parte al Presidio Civico a difesa del Punto Nascita. Allora cari cittadini visto che Peppino Ranalli continua a divagare, a non prendere posizioni ferme e tempestive, a minacciare dimissioni ad ogni occasione senza però essere consequenziale chiediamo un incontro pubblico presso il Presidio Civico che verterà sulle azioni che l’amministrazione e i singoli consiglieri hanno intrapreso e/o hanno intenzione di intraprendere al fine di salvaguardare il Punto Nascita di Sulmona.
L’assenza del Sindaco all’incontro di sabato scorso con D’Alfonso appare allora funzionale ad un disegno assurdo del Partito Democratico che intende accettare supinamente l’esclusione del Centro Abruzzo dai diritti costituzionalmente garantiti tra cui il diritto alla salute. Inoltre a sorprendere i presenti all’incontro di sabato, non è stata solo l’assenza del Sindaco, ma anche la presenza “silenziosa” del Vice Sindaco Luisa Taglieri e del capogruppo del PD Alessio Di Masci che guarda caso erano seduti a pochi centimetri di distanza dal Presidente Luciano D’Alfonso e non hanno avuto il coraggio di obiettare nulla.
Oggi, noi del Presidio Civico esprimiamo sostegno ai quattro consiglieri regionali di centro sinistra, Pietrucci (PD), Gerosolimo e Olivieri (Abruzzo Civico) e Monticelli (PD), che nell’ultima seduta di giovedì hanno avuto il “coraggio politico” di votare a favore della risoluzione della minoranza (FI, NCD, 5 Stelle) che proponeva al Presidente D’Alfonso di sospendere l’efficacia del Decreto 10.2015. Per questo esortiamo i citati consiglieri a continuare in maniera forte, chiara ed incisiva la battaglia di avversione alla politica dell’imposizione che D’Alfonso sta mettendo in atto a scapito dei territori e delle popolazioni senza alcuna fase di concertazione. Invitiamo quindi il Consigliere regionale Andrea Gerosolimo, qualora D’Alfonso non dovesse recedere dalle sue posizioni, a prenderne distanza e ad uscire dalla maggioranza di centro sinistra che oggi continua a nascondersi sulla questione punto nascita dietro ai numeri e ai paraventi del commissariamento della sanità. Con forza pretendiamo l’applicazione della deroga prevista per le aree a forte vocazione montana che è espressamente ammessa dal Mistero della Salute su proposta delle regioni nel relativo accordo sottoscritto da entrambe la parti nell’anno 2010 e anche la relazione allegata al Decreto 10 descrive come area particolarmente svantaggiata.
A questo punto ci chiediamo se le responsabilità della chiusura del Punto Nascita sono da imputare al Sindaco Giuseppe Ranalli e il Partito Democratico sulmonese che fino ad ora non hanno saputo e voluto incidere nei tempi dovuti in alcun modo sulla vicenda facendo emergere a tratti sia il loro scarso peso politico sia i confliggenti interessi di parte rispetto alla volontà popolare. Da quando il Presidio Civico, rilevate tutte le fragilità dei sistemi istituzionali ha deciso di affrontare con energia l’argomento distaccandosi dalle ideologie di partito, sono finalmente emerse chiare per tutti le incapacità del Sindaco di Sulmona che a tutt’oggi non rende conto dell’attività istituzionale messa in atto al di fuori della Delibera consiliare di L’Aquila del 09.04.2015 e di una relazione deposita al comitato tecnico preposto alla valutazione dei Punti Nascita.
A Luciano D’Alfonso chiediamo di rispettare al più presto l’impegno preso sabato pomeriggio di svolgere a Sulmona una Giunta Regionale sul tema della sanità con la partecipazione delle Amministrazioni comunali, dei membri del Presidio Civico Territoriale e degli altri soggetti portatori d’interessi, sperando che l’approfondimento delle questioni orografiche legate ai tempi di percorrenza lo facciano riflettere seriamente e con cognizione di causa consentendogli di tornare indietro sulle scelte finora compiute.
Comunque rassicuriamo i cittadini che l’allerta al Presidio Civico rimarrà altissima. Alberto Di Giandomenico Luigi La Civita Mauro Tirabassi Daniela Frittella Alessandro Lucci”
Alto valore quello che sottende l’iniziativa di politici di varia estrazione; e conseguente rispetto si deve alle loro idee.
Alcuni punti, peraltro, vanno messi in risalto:
un presidente di giunta regionale che non rispetta il deliberato del suo consiglio e dichiara di non volerlo rispettare non merita di essere ricevuto nel luogo più alto della legalità politica e istituzionale di una città;
quando per errore venga fatto entrare, deve essere espulso immediatamente se dà del bugiardo ad un qualsiasi suo interlocutore, come ha fatto D’Alfonso sabato pomeriggio;
ad un presidente di giunta che convoca i consiglieri che formano la sua maggioranza e fa firmare in primis ai dissidenti una risoluzione che smentisce quello che hanno votato cinque minuti prima, va detto che è un prepotente e gli va augurato di perdere i voti delle persone autonome e libere;
se un sindaco definisce “Pulcinella” il presidente della giunta regionale o “pulcinellate” le cose che fa, una formazione spontanea non può fermarsi a soppesare gli epiteti, ma deve prendere posizione sulla sostanza. La sostanza è che D’Alfonso non ha preso un impegno nell’incontro di sabato, se non quello di chiudere il punto-nascite, mentre per gli sprechi stradali e ferroviari che servono ad evitare Sulmona ha persino portato in sopralluogo il presidente dell’Anas;
i quattro consiglieri regionali di centro sinistra che hanno avuto il “coraggio politico” di votare a favore della risoluzione della minoranza hanno evidentemente un timer corto per misurare il loro coraggio politico se dopo cinque minuti votano a comando del loro Brancaleone. Coraggioso è chi si predispone a bere la cicuta, non chi si dà alle tisane;
magari Luigi La Civita dalla sua Forza Italia non usi tutte quelle parolone contro Ranalli, se dal Popolo delle Libertà è sgorgata la ministra Lorenzin (per la quale i punti nascita al di sotto dei 500 parti all’anno debbono essere aboliti subito e quelli al di sotto dei 2000 tra un po’) e se di Forza Italia è l’ex governatore Gianni Chiodi, fautore di questa bella riforma;
un sindaco che prende posizione contro la prepotenza di un presidente di giunta regionale va sostenuto, soprattutto se il presidente della giunta regionale è del suo partito e se ha la nominata di vendicativo. A maggior ragione, poi, se ha sottoscritto una alleanza sconsiderata con l’anima più retrograda del partito, collocata alle pendici del Gran Sasso e con la quale ha programmato di escludere Sulmona dal traffico ferroviario tra Pescara e L’Aquila (virando a Pratola Peligna), nonché di dirigere i finanziamenti della SS17 sulla SS153, guarda caso l’arteria che da Navelli punta su Pescara escludendo la Valle Peligna.





