RISTAGNO NELLE PRESENZE TURISTICHE

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Non bastano gli eventi se non si propone cultura

Non è dipeso solo dallo sconquasso del terremoto il calo di presenze turistiche negli alberghi dello scorso anno.

Turisti Una sostanziale diminuzione si è riscontrata anche nella stagione estiva appena incominciata e, a giudicare dall’andamento delle prenotazioni, sarà confermata per luglio e agosto. Prima di tutto si riscontra una travaso di presenze dalle tradizionali strutture, quelle alberghiere, ai punti di ricezione che, a fatica e con andamento irregolare, si sono affermati anche in Abruzzo: un letto e una colazione è quanto si richiede adesso,  per evitare costi eccessivi, ma anche perché, per il turismo culturale che principalmente offrono le città d’arte, non sono indispensabili tutti gli altri servizi annessi alle “offerte” dei grossi complessi. In secondo luogo, per quanto si vogliano organizzare eventi, pare non siano questi a sollevare i bilanci degli alberghi: la visita del papa, sotto questo profilo, si è risolta in un incremento di presenze solo per una settimana e di certo (tra l’altro) non si può considerare come un evento da organizzare di nuovo a breve. Encomiabile è lo sforzo per conservare la “Giostra cavalleresca”: ma anche per l’attesa del palio i turisti sono pochi, tutto sommato. Motociclette-in-primo-pianoLa prospettiva di successo viene solo dalla valorizzazione del patrimonio artistico che, se perseguita con cura, forse costa di più di qualsiasi evento; e comunque, richiede un impegno che si articola durante tutto l’anno, su ogni fronte, dall’addestramento del personale al rinnovamento tecnologico, dalla manutenzione dei siti alla cura dei servizi annessi. Ma, che piaccia o non, è l’unico flusso regolare di presenze. Quello che si fa adesso ? Basta guardare l’area di Piazza Salvatore Tommasi, davanti alla biblioteca comunale, dove fu rinvenuta una “domus” romana tre anni fa e dove, invece di una copertura trasparente che valorizzasse i mosaici, è stato steso uno strato di… terra. Oppure basta pensare al museo del costume abruzzese, all’Annunziata: una galleria di veri reperti che attiravano studiosi anche dall’estero e che invano era stata allestita, tra l’altro a costi ridottissimi, più che altro per impegno civico.