SINIBALDI: “PRIMA DELLA SECESSIONE FACCIAMO UNA COMMISSIONE”

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I SOCIALISTI INVITANO AD APPROFONDIRE I TEMI DEL COMITATO

6 NOVEMBRE 2013 – Il capogruppo socialista al Consiglio comunale, Mario Sinibaldi, ieri mattina, dopo la conferenza dei capigruppo, ha lanciato la proposta di costituire una commissione speciale “rappresentativa di tutti i gruppi per aprire una riflessione sull’ipotesi di secessione edlla città e della Valle Peligna dalla provincia dell’Aquila a quella di Pescara”. Lo riferisce stamane “Il Tempo” in un ulteriore, documentato articolo sulla assemblea di domenica all’”Ovidius”, la prima che il Comitato “Sulmona chiama Pescara” ha tenuto per predisporre i programmi ed eleggere il direttivo.

Sinibaldi ha colto una tendenza diffusa in città e manifestata soprattutto da coloro che non rappresentano i partiti; svolgendo il suo ruolo, intende canalizzare in un organismo politico l’indicazione che sorge dalla società, come del resto il consigliere Di Piero ha fatto vedendo nel referendum il mezzo per verificare cosa pensano i Sulmonesi. Il giornalista, Giuseppe Fuggetta, individua nella chiusura del tribunale “la goccia che ha fatto traboccare il vaso” e che ha determinato la costituzione del Comitato, ormai irreversibile realtà sorta spontaneamente e per questo più solida. Se si volesse analizzare il motivo della indignazione massima (perchè questo caratterizza lo stato d’animo dei Sulmonesi) lo si dovrebbe cercare nella esclusione del territorio di Sulmona (e solo di quello) dal “cratere” degli interventi post-sisma: un sopruso, come tale accertato un mese fa dal Consiglio di Stato, massimo organo giurisdizionale per i riscontri di legittimità dei provvedimenti amministrativi. La soppressione del tribunale è il torrente che ha gonfiato l’acredine della popolazione per tutte le incongruenze contenute nella legge (e che sono puntualmente rappresentate nella ordinanza del collegio peligno che ha investito la Corte Costituzionale); ma, se non altro, aveva la dignità di provvedimento generale, cioè rivolto a tutte le città che non erano capoluogo di provincia al 30 giugno 2011.

La perimetrazione del “cratere”, invece, è stato un sopruso mirato, voluto da una amministrazione dello Stato che si è lasciata condurre dalle istanze campanilistiche della città dell’Aquila e dei suoi organismi (come spieghiamo in “Umorismo in pillole- Come ti rifaccio un cratere” nella sezione “INQUIETANTI VERITA’ di questo sito e “Anche dalla “questione cratere” le ragioni per passare a Pescara” nella sezione “IN PROVINCIA DI PESCARA” di questo sito) preoccupati solo di non dividere i finanziamenti della ricostruzione con una città ricca di monumenti e risorse artistiche non inferiori a quelle del capoluogo. Se abbiamo parlato di “enclave del terremoto” è proprio perchè la Prefettura, la Protezione civile e l’Avvocatura dello Stato hanno dato una rappresentazione irragionevole della realtà: lo ha detto loro il Consiglio di Stato e non i Sulmonesi, frastornati dagli strilli che dall’Aquila si levano ogni volta che si parla di allargare la platea della ricostruzione. Questo non deve più accadere e per questo la convivenza con L’Aquila non è più possibile..