UN SUCCESSONE PER L’INVITO A VINCERE LA SCARAMANZIA
I AGOSTO 2015 – Trema ancora la terra nel “Bacino di Sulmona”, cioè nell’ambito territoriale descritto dall’Istituto di Geofisica e Vulcanologia tra la Valle Peligna e il versante ovest della Majella.
Ieri pomeriggio sono state registrate due scosse consistenti, a tre ore di distanza: la prima di 2,4 Richter e l’altra di 2,5. Epicentro ancora nel comune di Pescocostanzo, cioè quasi sicuramente legate all’evoluzione delle montagne della Majella nella contrapposizione di milioni di anni al Gran Sasso e ai Balcani.
Dalla Majella si sprigionò il disastroso terremoto del 1706, che rase al suolo Sulmona tre anni dopo del disastroso terremoto che quasi rase al suolo L’Aquila. Leonardo Nicoli, presidente dello Iaresp, annota come “Nelle ultime ore si è intensificato lo sciame sismico in corso già da diverse settimane nella bassa provincia dell’Aquila. L’area interessata si è leggermente ampliata interessanto una struttura di circa 16 chilometri in lunghezza e circa 7 chilometri in larghezza. L’evento più rilevante rimane quello di alcune settimane fa di magnitudo 2.8, ma è in aumento la freuqenza dei microsismi percepiti solo dagli strumenti”
Pare che mentre crollavano le case quelli che avevano lanciato l’allarme per lo sciame che si intensificava venissero additati a jettatori e per la prima volta furono apprezzate le qualità del Montepulciano d’Abruzzo che fa dimenticare i problemi, come poi sarebbe avvenuto nel marzo 2009 su invito di uno che doveva pensare ai grandi rischi. Nunc bibemdum est, come dicevamo i clerici vagantes (che almeno poi non avevano la pretesa di tracciare i confini dei crateri sismici.





