OPERE INCOMPIUTE AL NUCLEO AI TEMPI DELLA DECRESCITA FELICE
8 MAGGIO 2014 – Potrebbe essere un palo dei tanti che circondano una strada larga e asfaltata poco dopo S. Rufino a Sulmona (nella foto un incrocio in zona S. Rufino a Sulmona).
Ma contrariamente ad altri, non ha la lampada e il fanale. Almeno potrebbe essere strappato al triste anonimato che vi aleggia ed essere destinato a palo della cuccagna. Potrà pur sempre giustificare meglio i suoi costi: ormai per la strada, che si diparte elegante di poco oltre, pare ci si debba rassegnare come alle molte opere pubbliche sulmonesi (primo tra tutti il Parco del Vella, ma poi anche una porta di sicurezza del museo che sarà costata come tutto il Palazzo dell’Annunziata e della quale fino al mese scorso, come il 99% dei Sulmonesi non sapevamo l’esistenza).
Ma per questo palo il destino potrebbe essere più mite: basta prendere accordi con un giostraio e allestirci qualcosa che, ai tempi della de-industrializzazione, o della decrescita felice, potrebbe giustificare anche lo stipendio di un manager del Nucleo industriale. Ci vorranno trent’ anni per pagare, con i ricavi, una mensilità (per esempio di un direttore), ma se non si incomincia mai…






