CON I PELLEGRINI DI GIOIA LA MADONNA DELLA LIBERA INCOMINCIA LA FESTA

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11 MAGGIO 2012 – Con l’arrivo della Compagnia di Gioia dei Marsi è incominciata a Pratola Peligna la “Festa della Madonna della Libera”, per la prima volta nel secondo fine-settimana di maggio, anziché nel primo. Il rito del pellegrinaggio a piedi dal centro marsicano è di certo il più suggestivo tra quelli rimasti delle antiche celebrazioni; i “pellegrini” manifestano una devozione secondo antichissime modalità, identificandosi con un sacrificio carico di impegno fisico. Domani dalle 10,30 si terrà la esposizione della statua della Madonna, cui seguirà la processione nel rione di Valle Madonna. La processione principale è in programma per domenica alle 16,45 e sarà trasmessa in diretta su SKY a cura della emittente OndaTv di Sulmona.

Laura Tarquini, nel suo “La Madonna della Libera” edito nel 2000, riporta come tra i pellegrini di Gioia risultino persone che compiono questo rito da 60/70 anni; rileva anche che la componente dei cinquantenni è quella prevalente e, quanto alla estrazione sociale, ad una consolidata partecipazione contadina e operaia fa riscontro più di recente quella impiegatizia. Partecipare al pellegrinaggio “non rappresenta per loro, d’altra parte, soltanto un fenomeno di massimo coinvolgimento interiore e spirituale, ma anche un referente sociale importantissimo al quale rapportarsi. Parteciparvi è, secondo lo statuto sociale locale, insignirsi di un merito non indifferente, morale e civile”.

La marcia ha inizio poco dopo le ore 6 del venerdì e il vero cammino a piedi comincia da Venere, frazione di Pescina; indi attraversano Forca Caruso, cioè il passo lungo la Tiburtina Valeria (più o meno alle ore 11) accompagnandosi con vari canti sacri. Una tappa si svolge a Goriano Sicoli per Santa Gemma. Altra sosta è fissata a Raiano. A Pratola, dalla porta del Santuario, i pellegrini gioiesi compiono lo “strascino”, come manifestazione di massima umiliazione e totale dedizione: si avvicinano, trascinandosi sulle ginocchia nude, all’altare maggiore, dove è previsto il bacio della pietra. Fino agli anni Settanta i pellegrini erano ammessi a dormire nel santuario, ma, in seguito alla profanazione della statua della Madonna da parte di ignoti nel 1978 (con la sottrazione di ori ed ex voto), la chiesa di notte viene chiusa.

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