Disfunzioni ospedaliere e funzione delle nuvole

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Nuvole dall’autostrada

UNA RADIOLOGIA A SULMONA DOPO UN MESE E AD AVEZZANO IN 24 ORE

26 NOVEMBRE 2017 – Al “Centro Unico per le prenotazioni” davanti all’Ospedale di Sulmona il 22 novembre un contribuente del sistema sanitario nazionale chiede una radiografia. “Si può fare il 27 dicembre a Sulmona; oppure a Pescina, Avezzano, L’Aquila”. L’Aquila, pensa il contribuente, meglio di no: per la ricostruzione potrebbero sempre mettere un aggio in più, come del resto tutti gli Italiani, anche se non lo sanno, pagano euro 1,33 per ogni marca da bollo di 16 euro proprio per la ricostruzione aquilana (non di Amatrice: aquilana. Perché: dove altro bisogna ricostruire?). Allora proviamo ad Avezzano. Quando? “Domani”. Come domani: 27 dicembre a Sulmona e 23 novembre ad Avezzano. “Vuolsi così colà dove si puote…” sembra rispondere l’addetto. Sembra; ma con professionalità riceve la prenotazione.

Siamo a questo: che gli esami si dovrebbero fare a Sulmona, ma non si sa perché ognuno è incentivato ad andare a farli fuori: e poi le statistiche premiano gli altri ospedali.

Bisogna consolarsi, per esempio con questa incantevole immagine di una composizione meglio che pittorica poco prima della galleria di Cocullo, sulla via del ritorno. Che il Tordera incentivi, invece degli ospedali, il senso dei Sulmonesi per la filosofia?