PARADOSSALE ESITO DELL’INCONTRO AL MINISTERO: E LE CASE ?
5 AGOSTO 2017 – Per prevenire eventuali incursioni dell’orso bruno marsicano, il ministero dell’Ambiente ha destinato al Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise 290 mila euro come “misura d’urgenza per potenziare la messa in sicurezza e la sorveglianza nelle aree di maggiore criticità”. In via prioritaria, i fondi saranno impiegati nei comuni di Villavallelonga, Collelongo e Lecce nei Marsi. I fondi, secondo un comunicato diramato dopo l’incontro avuto al Ministero, serviranno a “lavori di adeguamento e messa in sicurezza dei ricoveri per animali da cortile nei centri abitati; fornitura e posa in opera di pollai e ricoveri prefabbricati per animali da cortile, che sostituiscano quelli non efficienti o non a norma. La somma, inoltre, coprirà le spese per le recinzioni elettrificate di alcune strutture che costituiscono fonte alimentare”.
E l’orso che cosa ci guadagna? Perché dovrebbe cessare le incursioni nei centri abitati? Nell’era nella quale tutti i problemi si risolvono “attraverso la messa in sicurezza” (che può andar bene per prevenire un sisma, un’alluvione), l’orso seguiterà a fare la fame, solo che si rinforzano le resistenze dei suoi obiettivi. Forse si faranno dei bunker, tipo caveau (e quanto costerà allo Stato il tacchino di Natale di Lecce dei Marsi?).
Oppure, visto che al Ministero si sono allarmati per l’incursione dell’orso in una casa di Villavalelonga, si rinforzeranno anche le abitazioni. Altrimenti, che logica ci sarebbe a proteggere i pollai e non le abitazioni dei cristiani? Non avevamo fatto in tempo a complimentarci per il senso pratico mostrato dal presidente del Parco Nazionale, Antonio Carrara, che gli aiuti volti a deviare gli obiettivi degli orsi servono esattamente al contrario: ad elevare la soglia degli assedi a uomini e polli. Saranno tempi di caccia grossa; e una volta tanto è meglio che gli investimenti vadano nella Marsica…






