“QUESTA SCEMENZA SU OVIDIO L’HO FATTA IO E ME LA PREMIO”

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PARADOSSALE IPOTESI NELL’INDAGINE DEI CINQUESTELLE SUL BIMILLENARIO

20 MAGGIO 2017 – Il Movimento Cinque Stelle mette il naso nelle cose del Bimillenario della morte di Publio Ovidio Nasone e avverte subito puzza di bruciato.

Non stiamo parlando della vetrina bella e addirittura arricchita dalla visita del Presidente della Repubblica; neppure del convegno di latinisti, durante il quale hanno parlato luminari della classicità. A fianco, parallelamente, pare stia correndo un bimillenario che non guarda tanto alla qualità e preferisce fare le cose in famiglia, tanto che sarebbero state riscontrate incompatibilità tra membri di commissione e artisti prescelti. I pentastellati andranno a fondo, dopo aver ottenuto l’accesso agli atti, visto che la Regione ha sborsato oltre 80.000 euro.

La sindaca Annamaria Casini aveva accolto l’idea, suggerita da questo giornale, di convocare le associazioni culturali e di far stilare programmi che prevedessero autofinanziamento. “Ha del coraggio la ragazza” ci siamo detti. “Come farà a scardinare il mondo dei piccoli favori, dei questuanti i cataloghi, oppure intere enciclopedie, o i promotori di se stessi, come quel medico che scriveva scriveva e poi si faceva pagare i libri dandoli al Rotary in cambio delle quote che non pagava?” Gli anfratti della cultura a Sulmona sono fatti anche di questo. “Come farà la velleitaria prima cittadina – ci tormentavamo – a dire che una mostra non si potrà fare perché certe opere stimolano impellenti visite al cesso, se le opere sono dei parenti di questo o quell’altro?”

Domande inutili: la sindaca non ha derogato dalla sua impostazione. Ma a distribuire somme qua e là, da autentici ladri di polli, avrebbero pensato altri al posto suo. Si parlerebbe di contributi di meno di duemila euro, molto meno di quello che è costato l’allestimento di “Tempeste” (pagato totalmente dal “Vaschione” ad agosto per rendere omaggio a Ovidio); un altro furbetto si è fatto dare 2.500,00 euro, sempre meno di quello che costa uno spettacolo decente. Insomma, il classico finanziamento a pioggia per soddisfare anche le associazioni che organizzano sagre (tanto una scusa per metterci Ovidio c’è sempre). Il guaio è che un altro versante del mondo culturale a Sulmona non c’è, o è silente; esistono gli straccioni che chiedono sempre finanziamenti. Ma mettere mano al portafoglio in questa città sembra una fatica insostenibile, un incubo che guasta i sogni di troppi “operatori culturali”.

E’ fuori dubbio che l’indagine dei “Cinque Stelle” è solo all’inizio e che tutto potrà essere inquadrato nell’ambito di una procedura corretta; ma prendiamo l’impegno che se il Bimillenario di Ovidio finirà nelle cronache per queste condotte pubblicheremo i nomi dei responsabili in un riquadro di questo sito per i prossimi mille anni, così, invece che per la baggianate che hanno scritto sulle opere di Ovidio, rimarranno scolpiti perché sono lestofanti. Poi vengano pure a parlare di gogna mediatica.

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